Ultimo saluto a Salvatore Moncada, papà e imprenditore, morto a 59 anni

Il suo sorriso era capace di mettere tutti a proprio agio. E’ questo il pensiero comune che ha accompagnato i tanti amici che hanno assistito all’ultimo saluto di Salvatore Moncada. La Cattedrale di San Gerlando è riuscita a stento a contenere le tante persone che si sono strette intorno alla famiglia per dare l’estremo saluto all’imprenditore scomparso a 59 anni. Non solo gli amici, anche molte persone che aveva incontrato nel suo intenso percorso professionale hanno voluto essere presenti alle esequie. All’inizio degli anni 2000 Moncada era stato uno dei principali e convinti sostenitori dell’energia alternativa, non a caso era stato definito il “re dell’eolico”. E nel decennio scorso, con spirito civico, si era impegnato a fondo nel sociale, spinto dallo stesso amore per il territorio che lo guidava ogni giorno nel lavoro. Ma ora sono in tanti a piangere la sua prematura perdita. Il figlio Andrea, a margine della cerimonia, ha letto una significativa lettera di commiato. La moglie Patrizia Mantisi ha voluto ringraziare tutti quelli e sono davvero tanti che si sono stretti attorno ai familiari. Il feretro portato in spalla dai giocatori della Fortitudo è uscito dalla chiesa tra gli applausi. Dopo la celebrazione in Cattedrale, dove per l’occasione in via Duomo era stato attivato un piano del traffico speciale, la salma, è stata trasferita nel cimitero di Bonamore. La mattina camera ardente sulle note di Ennio Morricone al PalaMoncada (IL VIDEO).  A suonare la musica di “Nuovo Cinema Paradiso” il maestro Francesco Buzzurro, amico personale di Salvatore Moncada. Non una colonna sonora casuale, l’imprenditore amava la musica di Morricone, un vero patito, tanto da assistere persino ai suoi concerti. E’ stata una mattinata piena di emozioni e malinconia, tante le persone che hanno reso omaggio al geometra presenziando alla camera ardente allestita in quell’impianto che lui stesso ha voluto, per sopperire alle carenze strutturali del territorio. Una struttura tanto amata che ha saputo mettere a disposizione della collettività, non solo per il basket, per le scuole, per i giovani, per le partite della serie A di Pallavolo Femminile che non aveva altri impianti in città dove disputare il campionato, per i tanti eventi a scopo sociale e benefico. Ma anche per eventi di spettacolo e raduni della Chiesa diocesana. L’imprenditore e patron della Fortitudo Agrigento è deceduto giovedì scorso. La salma ieri stesso è stata traslata dall’ospedale San Raffaele di Milano, dove  si era ricoverato per accertamenti, fino ad Agrigento. Familiari, autorità, amici, sportivi, con la formazione della Fortitudo al completo, dipendenti e semplici cittadini, si sono stretti attorno al feretro per omaggiare un uomo che tanto ha dato al territorio agrigentino. L’ingresso al pubblico al PalaMoncada per l’ultimo saluto è stato consentito dalle 11 alle 14.30. I funerali nel pomeriggio, alle 16, nella cattedrale di Agrigento. Il feretro circondato da grandi mazzi di rose rosse, accanto a lui i figli, Raimondo, Gabriele e Andrea. “Ci viene chiesto di dirti addio ma è troppo presto, non siamo pronti e forse non lo saremo mai” questi i sentimenti dei suoi collaboratori e di tutto lo staff della Fortitudo. (Domenico Vecchio) – (IL VIDEO) –

FOTO Nino Piraneo