Uil Agrigento: “Viabilità problematica, la pazienza è finita”

“La pazienza è ampiamente finita.” Così Gero Acquisto, segretario provinciale della Uil Agrigento, si esprime sul nodo viabilità nella nostra provincia che ha toccato il fondo, con livelli di vivibilità al minimo e trasporti da ante-guerra.

“Ormai abbiamo chiaro – dice Acquisto – che la situazione della viabilità nella nostra provincia ha bisogno di un cambio di passo per sollecitare gli enti preposti a smuoversi concretamente, vedi Anas in testa, con le ordinanze di chiusura o semafori o monocorsie, ci stiamo abituando con troppa velocità a questo stato di cose drammatiche. Purtroppo ancora nulla sulle famose strade alternative, vie di fuga o viabilità complementare.”

Di qui la proposta del segretario di organizzare una marcia – se non ci saranno novità a breve – che possa coinvolgere tutti gli agrigentini:

“Abbiamo visto in questi ultimi due anni che piega ha preso la situazione generale in provincia sulle strade di collegamento. Infatti dal Petrusa nel novembre 2016, al Morandi nel marzo 2017 e ora anche la galleria Santa Lucia, i tempi sono troppo lunghi e contestualmente di soluzioni alternative non ve ne sono state. Questo si è riverberato negativamente sui cittadini residenti di un’area vasta che parte da Agrigento, tocca Favara, adesso Porto Empedocle e i Comuni della fascia costiera o adesso Raffadali ed anche i Comuni dell’entroterra esasperando i cittadini e le condizioni generali di trasporto e di comunicazione. Abbiamo visto che anche i tavoli tecnici non hanno dato risposte certe sui tempi della viabilità supplementare, adesso è chiaro che per sollecitare realmente gli organi preposti a intervenire bisogna scendere in piazza.”

La Uil ricorda a tal proposito la marcia organizzata dell’Arcidiocesi agrigentina sullo sblocco dei lavori della Cattedrale di Agrigento dopo sette anni dalla chiusura, marcia che ha avuto il merito di accelerare e sbloccare progetto e finanziamenti.

“La nostra organizzazione sindacale lancia una proposta di marcia dei diritti se le cose come sembra non dovessero cambiare – conclude il segretario- , senza rivendicare primogeniture o bandiere ma che sia con tutti gli agrigentini una voce unica per sollecitare le istituzioni a trovare le soluzioni in tempi ragionevoli, perché finora i penalizzati sono solo i cittadini e questa situazione di stallo non può perdurare per anni e anni poiché inaccettabile.”