Non è solo un titolo, è la fotografia di un progetto che funziona. La vittoria del campionato Under 17 Regionale FIGC della Trinacria Porto Empedocle racconta una storia fatta di organizzazione, visione e crescita costante. Un successo che rompe un tabù per il territorio e che apre scenari importanti anche in chiave futura, tra valorizzazione dei giovani e sinergie con realtà come l’Akragas.
A tracciare il bilancio è il presidente Giovanni Castelli, che analizza il percorso e guarda già avanti.
Presidente, che peso ha questo titolo per la vostra società?
«È un traguardo importantissimo e di grande prestigio. Abbiamo affrontato un campionato difficilissimo, con realtà di primo livello nel panorama siciliano. Dietro questa vittoria c’è tanto lavoro, dentro e fuori dal campo, ma soprattutto una programmazione costruita nel tempo».
Questo successo è anche il punto di chiusura di un ciclo?
«Sì, abbiamo concluso un ciclo con questi straordinari ragazzi del 2009 e 2010. Adesso siamo pronti ad aprirne uno nuovo con i giovani del 2012 e 2013, senza però perdere di vista i ragazzi che hanno vinto: continueremo a seguirli anche grazie alla convenzione con la nuova Akragas del presidente Salvo La Porta, con cui condividiamo idee e visione».
Questo gruppo ha già attirato l’attenzione di club importanti?
«Assolutamente sì. Ci sono state richieste da parte di società professionistiche per alcuni nostri atleti, ma al momento preferiamo mantenere il massimo riserbo».
Perché un risultato del genere è mancato così a lungo nel territorio agrigentino?
«Per vincere servono organizzazione, programmazione e anche una certa disponibilità economica. Ma soprattutto serve una mentalità vincente che unisca società e staff. Sono percorsi che non si improvvisano».
Qual è oggi la vera sfida nella crescita dei giovani calciatori?
«Servono competenze e conoscenze da parte dello staff tecnico, ma anche un ambiente sereno creato dalla società e un dialogo costante con le famiglie. È un lavoro quotidiano, fatto di equilibrio e attenzione».
Nel calcio, anche dilettantistico, si punta poco sui giovani: perché?
«È un discorso che riguarda soprattutto le prime squadre. Spesso si preferisce affidarsi a giocatori esperti per raggiungere obiettivi immediati, come promozione o salvezza, piuttosto che investire sui giovani talenti».
A chi dedica questo successo?
«Il primo ringraziamento va al mister Enzo Burceri, con noi da dieci anni: una figura competente che lavora con passione. Poi le famiglie, i collaboratori della scuola calcio, in particolare Daniele Ricci, gli sponsor, il Comune di Porto Empedocle e tutti i nostri sostenitori».
Che messaggio vuole lanciare ai giovani del territorio?
«Invito tutti ad avvicinarsi alla nostra società per crescere con i veri valori dello sport: impegno, realtà e divertimento».
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Serviva una prova di carattere e la Trinacria non ha tradito. Sul campo della Nissa, i ragazzi di mister Burceri hanno conquistato una vittoria pesantissima imponendosi per 3-2 al termine di una gara combattuta fino all’ultimo minuto. Partenza decisa degli empedoclini, capaci di indirizzare subito il match con ritmo e qualità. La Nissa prova a reagire e resta in partita, ma la Trinacria dimostra maggiore lucidità nei momenti chiave, trovando le giocate decisive nei momenti cruciali dell’incontro. Nel finale è assalto dei padroni di casa, ma la difesa regge e porta a casa tre punti che valgono un’intera stagione. Un successo che, unito al risultato della Sancataldese, consegna alla Trinacria un titolo storico.

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