Mobilità, Alessandro Tedesco scrive al sindaco: «Agrigento torni a essere una città a misura d’uomo»
AGRIGENTO – Una riflessione sulla mobilità urbana e un invito ad avviare una nuova stagione di interventi per rendere Agrigento più vivibile. È il contenuto della lettera aperta indirizzata al sindaco da Alessandro Tedesco, mobility manager e giornalista, che torna a porre l’attenzione su uno dei problemi più sentiti dai cittadini: il traffico.
Secondo Tedesco, la situazione della viabilità urbana ha ormai raggiunto livelli critici, con una città sempre più congestionata dalle automobili, dove spostarsi in sicurezza diventa ogni giorno più difficile a causa del mancato rispetto delle regole, della carenza di prevenzione e delle condizioni della rete stradale.
«Da anni – scrive – mi batto affinché la mobilità sostenibile non resti un concetto astratto ma diventi il principio fondante dello sviluppo urbanistico del nostro territorio. Oggi Agrigento è invasa dalle auto: le strade si sono trasformate in stretti corridoi di lamiera, con livelli di inquinamento atmosferico e acustico sempre più elevati».
Nella lettera viene ricordata anche l’esperienza del progetto “Girgenti”, avviato nel 2016, nell’ambito del quale era stato elaborato un piano per il bike sharing elettrico destinato principalmente ai residenti, poi orientato, secondo Tedesco, verso un utilizzo prevalentemente turistico.
Per invertire la rotta, il mobility manager propone un nuovo patto tra amministrazione e cittadini fondato su alcuni punti essenziali: una comunicazione preventiva e trasparente sulle nuove regole della viabilità, una fase di informazione prima dell’applicazione delle sanzioni, un deciso incremento della sicurezza stradale e il reinvestimento dei proventi delle multe nel miglioramento della viabilità cittadina.
Tra gli interventi ritenuti prioritari viene indicato anche il ripristino della segnaletica orizzontale, oggi insufficiente in molte strade cittadine, considerata uno strumento indispensabile per garantire sicurezza ad automobilisti e pedoni.
A sostegno della sua riflessione, Tedesco richiama anche il celebre Costituto Senese del 1309, ricordando come chi amministra debba avere a cuore «massimamente la bellezza della città, per cagione di diletto e allegrezza ai forestieri, per onore, prosperità e accrescimento della città e dei cittadini».
La conclusione della lettera è un appello a compiere scelte anche coraggiose per migliorare la qualità della vita urbana.
«Le decisioni che inizialmente possono apparire impopolari sono spesso quelle necessarie per costruire una città più vivibile. Agrigento – conclude Tedesco – deve tornare a essere una città a misura d’uomo, e questo cambiamento non può che partire dalle strade che ogni giorno viviamo».
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