Tradizione e amore per il pane e la vita

Carissimi lettori oggi abbiamo il piacere di raccontarvi un’indimenticabile gita fuori porta di qualche giorno fa a Caltanissetta. Siamo andati a trovare un Maestro Fornaio Francesco Saverino, originario della nostra provincia ed esattamente di Grotte.

La famiglia Saverino panificatori di generazione in generazione con esattezza 300 anni di storia legata al pane, i Francesco e i Salvatore Saverino si sono avvicendati negli anni sino ai nostri giorni custodendo una tradizione legata al nome e ad una professione.

Il padre di Francesco si chiamava Salvatore, così come il suo figliuolo di 14 anni, presente all’incontro e che abbiamo avuto il piacere di conoscere e capire che anche lui ha la passione per l’arte bianca, quando il dna fa la sua parte.

Francesco ci ha raccontato che ha iniziato ad affacciarsi a questo mestiere alla tenera età di 5 anni, nel lontano 1975 (altri tempi) iniziando a spezzare la pasta, nel panificio di famiglia a Vallelunga Pratamena (CL), sotto gli occhi attenti di papà Salvatore intendo a tramandare e ad insegnare tutti i segreti e metodi dell’arte di fare il pane al proprio figlio.

Francesco insieme a tutta la famiglia abitava proprio sopra il panificio, quando si dice: “casa e putia” e lo ricorda con tanto entusiasmo, emozione e un pizzico di malinconia.

Il Maestro Fornaio con trasporto e tanta passione ci ha condotti in un viaggio nel tempo, parlandoci di quando le persone portavano al panificio il pane soltanto per infornarlo, già impastato e formato precedentemente ognuno a casa propria, in quanto una legge aveva vietato l’utilizzo dei forni a paglia, quei forni antichi che arrivava il momento di infornare il pane solo quando “abbiancava u celu”. Le forme di pane prima di essere messe in forno, ci ha spiegato Francesco, andavano siglate con la pasta che veniva applicata sul pane e ogni famiglia aveva una propria iniziale un proprio simbolo, per evitare che il pane andasse scambiato.

Erano periodi di povertà ha sottolineato  -Ai tempi dei miei genitori era ancora peggio, mia mamma da piccola mi raccontava che scambiava il proprio pane bianco “sciacquato” con un altra bimba che aveva il pane nero più povero, fatto con molta crusca, ma mia mamma lo preferiva in quanto ne gradiva più il gusto.

Molti anni addietro il pane alimento per eccellenza, ha rappresentato la linea di demarcazione tra due ceti sociali pane bianco per i ricchi, pane nero per i poveri. Oggi la situazione si è invertita.

A Vallelunga in quel periodo erano gli unici a vendere il pane, quando ancora il paese era molto popolato grazie alla presenza di alcune aziende che insieme all’agricoltura avevano creato nuovi posti di lavoro, fu un momento di grande sviluppo economico.
Con il passare del tempo sino ai giorni nostri per Vallelunga le cose sono cambiate, ci ha riferito Francesco, a causa della chiusura di alcune aziende e della crisi, molti abitanti si sono trasferiti altrove contribuendo negativamente allo svuotamento del paese.

-Abbiamo fatto la storia del paese affermava Francesco parlandoci di (Don Pidduzzo), Giuseppe Cipolla che fu una figura molto conosciuta in paese e che dopo approfondite ricerche storiografiche realizzò un libro “Vallelunga Pratameno dalle origini al 1986” libro nel quale è stata citata la famiglia Saverino legata alla professione di panificatori.

Francesco da alcuni anni si è trasferito con la moglie e i figli a Caltanissetta dove ha avviato la sua attuale attività “La casa del pane” in via Libertà.

Francesco ha una grande anima, una persona squisita, ci ha accolti all’interno del suo laboratorio come degli amici fraterni. Ci ha  fatto scoprire i vari passaggi della preparazione del pane, dall’impasto alla cottura, svelandoci alcuni segreti e consigli senza gelosie e timori in totale trasparenza,  gioielli di sapienza che custodiremo per sempre. Che magia osservarlo mentre con le volenterose mani lavora la pasta, potrebbe farlo anche bendato, il risultato sarebbe lo stesso.

Ci ha spiegato che utilizza le farine dei grani antichi e il lievito madre a cui è molto affezionato, e lo porta con se, rinfresco dopo rinfresco da più di 20 anni. Ci tiene molto alla qualità ed è molto attento alle esigenze dei propri clienti ai quali non sa dire mai di no pur di accontentarli.

È stato davvero prezioso incontrare Francesco un uomo dai grandi valori dedito alla famiglia, e alla fede per Dio, con una sconfinata passione per il proprio lavoro e la vita. Il tutto gli si legge negli occhi  durante i suoi racconti. L’umiltà è la sua forza. Una persona edificante che riesce a trasmetterti entusiasmo. Sempre disponibile ad aiutare il prossimo e a partecipare ad iniziative di supporto ai più bisognosi. – Se devo donare il pane, lo faccio con gioia, ma non dono di certo quello che mi è rimasto negli scaffali , impasto e lo faccio appositamente.

Grazie Francesco per averci dato l’onore di ascoltare la tua incantevole storia. Ci hai appassionato e arricchito infinitamente, grazie per l’intero pomeriggio che ci hai dedicato, a presto.

Gerlando Carratello Food Blogger presso
TAVULA MISA E PANI MINUZZATU