Era stato arrestato insieme alla moglie nel 2019 per aver segregato in casa il nipote disabile, più che trentenne, di cui erano tutori, legandolo al letto con una catena alla caviglia, picchiandolo e derubandolo. A distanza di oltre sei anni Angelo Vinci, 60 anni, di Naro, lascia il carcere di Agrigento. Sconterà il residuo di pena, meno di due anni, ai domiciliari.
Lo ha stabilito il tribunale di Sorveglianza di Palermo in accoglimento dell’istanza avanzata dall’avvocato Teres’Alba Raguccia. Rigettata la domanda dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Niente da fare per la moglie Andreina Vella. Per lei è stata confermata la custodia in carcere. Il narese e la moglie cinquantottenne Andreina Vella, sono stati condannati con le accuse di maltrattamenti, sequestro di persona, peculato e circonvenzione di incapaci.
I due coniugi sono stati arrestati nell’ottobre del 2019, dopo un blitz dei carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, avvisati con una lettera anonima, che hanno liberato il ragazzo. Il giovane disabile, secondo quanto ricostruito, è stato ripetutamente percosso e umiliato dagli zii tutori. Marito e moglie si sarebbero anche appropriati di circa 65 mila euro del ragazzo.
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