Tartarughe caretta-caretta minacciate dall’ambiente marino inquinato, la denuncia del WWF

Le spiagge del litorale di Sciacca sono da anni siti di nidificazione delle tartarughe Caretta-caretta. Come affermato da Antonino Nicosia, Michele Capano e Manuela Zambrano, guardie zoofile del WWF, nel luglio 2015 vennero scoperti due nidi e da uno di essi, il 24 agosto, sono nate 102 tartarughine e tutte le operazioni sono state seguite dai volontari WWF dell’o.a. Sicilia Area Mediterranea. Nell’estate 2013 si sono verificate quattro presunte nidificazioni. Il 24 luglio, il 30 luglio ed i primi di agosto sono stati rinvenuti i segni di deposizione o è stata vista direttamente la femmina mentre deponeva; il 13 agosto invece sono stati avvistati due piccoli raggiungere il mare in un tratto di costa distante dagli altri nidi. Nell’estate 2011 da una nidificazione circa 80 tartarughine hanno raggiunto il mare.

Come ben noto la Caretta caretta è la tartaruga marina più comune del mar Mediterraneo ed è ormai al limite dell’estinzione nelle acque territoriali italiane a causa della pesca, dell’uso di reti a strascico o altri sistemi, degli impatti con le numerose imbarcazioni, dell’alta percentuale di predazione e mortalità cui sono soggetti uova, piccoli e adulti, della scomparsa dei suoi punti di nidificazione, dovuta all’alterazione delle zone costiere e all’urbanizzazione, che ha contribuito ad aumentare i fenomeni di inquinamento sia delle spiagge che del mare, sicché appartiene ad una specie protetta da vari trattati e accordi internazionali. E’ inserita in appendice I CITES, in appendice II Convenzione di Berna, in Italia è protetta dalla legge n. 156 del 1980;

Il Progetto tartarughe WWF prevede una serie di attività che vanno dal monitoraggio degli spiaggiamenti alla riabilitazione presso i Centri di Recupero, fino alla collaborazione con i pescatori nell’ambito di progetti di ricerca e conservazione. Attività che rientrano nella più ampia campagna WWF per il Mediterraneo.

“La presente nota – scrivono le guardie – è per segnalare che presso la spiaggia di Renella, a Sciacca, dall’anno scorso, a causa della creazione di un ormeggio con imbarcazioni anche di vecchia costruzione poste sulle piscine naturali, cordame vario e reti in acqua, l’ambiente marino è diventato inquinato (anche per la presenza di oli, resine inquinanti, benzina, e fumi di scarico dei motori delle imbarcazioni ormeggiate) al punto di minacciare la specie protetta. Infatti, il 17 luglio 2017, alla presenza di turisti e dei media, la stagione della nidificazione delle tartarughe «Caretta-caretta» si era aperta a Sciacca con un tentativo di ovodeposizione senza successo sulla spiaggia di Renella in Sciacca. La tartaruga, dopo vari tentativi di approdo sulla spiaggia di Renella, impossibilitata a passare per la presenza di barche e funi in acqua e per la presenza di liquidi inquinanti, ha desistito e, solo grazie all’intervento tempestivo dei volontari del WWF, è riuscito ad approdare nella vicina spiaggia di S. Marco.
Più volte – continuano – varie associazioni hanno chiesto delucidazioni sulle autorizzazioni per la creazione in loco di tale ormeggio, denunciando questa triste realtà di inquinamento ambientale, con foto e commenti, scontrandosi con l’ostracismo e l’indifferenza delle autorità preposte e senza ottenere alcun utile riscontro.”