Termini Imerese, si commemora il giornalista Cosimo Cristina ucciso dalla mafia 58 anni fa.
Comunicato – Cerimonia di commemorazione per il giornalista Cosimo Cristina ucciso dalla mafia 58 anni fa. L’iniziativa, organizzata dal giornale Espero, in collaborazione con l’Istituto Superiore Stenio e il patrocinio del Comune di Termini Imerese, si svolgerĂ sabato 5 maggio 2018 alle ore 10 presso l’IISS Stenio in via Enrico Fermi a Termini Imerese. La manifestazione, dal titolo “Parole per ricordare Co.Cri.”, vedrĂ le riflessioni di studenti dell’Istituto Superiore “Stenio” e l’esecuzione musicale del “Silenzio”. La presentazione sarĂ a cura di Maria Bellavia, Dirigente scolastico dell’Istituto Superiore “Stenio”, di Francesco Giunta, Sindaco del Comune di Termini Imerese, di Giusi Conti, Docente dell’Istituto Istruzione Secondaria “Stenio” e di Alfonso Lo Cascio, Direttore della rivista Espero.
“Credo sia ormai arrivato il momento – dichiara Giusi Conti, Docente dell’Istituto Istruzione Secondaria “Stenio” – di superare l’affermazione secondo cui Cosimo Cristina è stato “suicidato” dalla mafia. Cosimo Cristina è stato “ucciso” dalla mafia. Se questa non è mai diventata una veritĂ processuale, è solo a motivo della capacitĂ di insabbiamento che negli anni Sessanta la mafia mostrava al massimo grado. Una capacitĂ intimidatoria e culturale, alla quale oggi, con liberazione vittoriosa, ha risposto l’uguale e contraria rivoluzione culturale dei termitani onesti, delle scuole e delle associazioni che non hanno dimenticato, restituendo la figura e l’operato di Co.crì alla dignitĂ che gli spettava. Uno speciale ringraziamento va a tutto IISS “Stenio”, a partire dalla sua Dirigente scolastica, per avere non solo proseguito il cammino avviato nel 2006, ma per averlo sostenuto con nuova progettualitĂ ”.
“Ricordare la figura di Cosimo Cristina ucciso dalla mafia il 5 maggio del 1960, a soli 25 anni – afferma Alfonso Lo Cascio, Direttore della Rivista Espero – non è uno stanco rituale ma il riconoscimento dell’impegno del coraggioso cronista che va indicato come esempio per le giovani generazioni. Un ragazzo “normale” con i sogni, le paure, le speranze della sua generazione, non un “eroe”. Un giornalista appassionato della professione, che ha sfidato con le sue inchieste Cosa nostra pagando con la vita. A lui va il nostro illimitato riconoscimento. Se questo territorio è diverso da quegli anni lo si deve anche al sacrificio di Co.Cri, come si firmava nei suoi articoli, che ha denunciato il sistema politico affaristico mafioso che governava in maniera incontrastata la cittĂ , convinto che la veritĂ e la legalitĂ fossero piĂą forti di qualsiasi potere criminale”.
In allegato Comunicato stampa e foto Cosimo Cristina.
Nota su Cosimo Cristina
Cosimo Cristina nasce a Termini ImereÂse l’11 agosto 1935. Tra il 1955 e il 19Â59 collabora come corrispondente per il giornale L’Ora di Palermo, per Il Giorno, per l’agenzia Ansa, per il Corriere della Sera, per Il Messaggero e per Il Gazzettino. Nel ’59, fonda il settimanale Prospettive Siciliane. Può finalmenÂte affermare ciò che i giornali con cui collabora non gli permettono di scrivere. Da subito Prospettive SiciÂliane raccontò la mafia di Termini e della Madonie in anni in cui nessuÂno osava nemmeno nominarla. IniÂziano per Cosimo le minacce e le querele. Tante le inchieste da lui condotte: l’omicidio del sindacaÂlista Salvatore Carnevale e del saÂcerdote Pasquale Culotta, avvenuta a CefalĂą nel 1955, la morte di AgoÂstino Tripi, il proÂcesso per l’omicidio di CarÂmelo GialÂlombardo. Il pomeÂriggio del 5 magÂgio 1960, ad appena 25 anÂni, Cosimo Cristina viene ritrovato privo di vita nel tunÂnel ferroviario di contrada Fossola, tra Termini e TraÂbia. Non viene nemmeno disposta l’autopsia: per gli inquirenti si trattava di suiciÂdio.  Ma i dubbi giĂ allora erano tanÂti, qualÂcosa non quadrava. In quei giorni , a Termini Imerese, si trovava Enza, la fidanzata di Cosimo Cristina, di cui lui era innamoratissimo. Proprio a lei aveva detto che si allontanava a prendere dei giornali per poi sparire misteriosamente. Nella taÂsca della sua giacca vengono ritroÂvati due biglietti, uno indirizzato ad Enza e l’altro all’amico Cappuzzo, suo collaboratore per il giornale “Prospettive” sulla cui autenticiÂtĂ la famiglia ha dubitato sin dal priÂmo momento: ma stranamente non è mai stata eseguita nessuna perizia calliÂgrafica.
Cosimo Cristina è stato ucciso dalla mafia: suiciÂdato da Cosa Nostra, secondo il bel termine che verrĂ Â coniato in seguito dal giornalista Giuseppe Francese. Come spesso accade in questi casi, nessuno sapeva, chi sapeva non parlava, chi parlava veniva fatto taceÂre e, a parte qualche articolo del soÂlito cronista rompiscatole, a nessuno interessava piĂą di tanto. Il caso viene riaÂperto sei anni dopo: grazie al vice questore di Palermo, Angelo ManÂgano, è riesumata la salma e finalÂmente viene eseguita l’autopsia, ma effettuata dopo tanti anni, finisce per confermare l’ipotesi del suicidio. Da allora il caso CristiÂna è definitivamente archiviato. Una spessa coltre di oÂblio venne steÂsa sul giovane che viene vergoÂgnosamente dimentiÂcato.
Nel corso degli ultimi anni vi è stato un lento recupero della memoria storica del coraggioso giornalista, attraverso inchieste su libri e giornali, il lavoro di diverse scuole termitane, prima fra tutte l’IISS “ Stenio”, che hanno incluso nei loro progetti sulla legalitĂ la figura di Cosimo Cristina, l’intitolazione di una strada al giovane su proposta della rivista Espero, l’inserimento del pannello su Cosimo, da parte dell’Ordine dei GiorÂnalisti di Sicilia, nella mostra dedicata ai cronisti italiani uccisi. E per il cinquanteÂsimo anniversario della morÂte, il 5 maggio del 2010, su iniziativa della rivista Espero, insieme al Comune di Termini Imerese e all’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, è stata colÂlocata una lapide nel luoÂgo in cui venne rinvenuto il corpo.
Tra i libri, particolarmente meritoria l’opera di Luciano Mirone, che ne “Gli insabbiati”, pubblicato per la prima volta nel 1999, vengono ricostruiti gli atti processuali e raccontata la storia del giovane Co. Cri. (sigla con la quale il giovane Cosimo Cristina firmava i suoi articoli).
Due anni fa è stato presentato a Termini Imerese, tra cui l’IISS “Stenio”, il libro di Roberto Serafini “Enza Venturelli: vi racconto il mio Cosimo Cristina”, una finestra aperta sul Cosimo Cristina privato dalla fidanzata dell’epoca, la stessa che, vivendo a Roma, si trovava a Termini il giorno in cui Cosimo sparì e venne poi ritrovato morto nella galleria della contrada Fossola.
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