Sicilia, assente il tema “corruzione” nel dibattito politico in corso

Assente il tema “corruzione” nel dibattito politico in corso

 

Mentre cresce il fermento per prepararsi alle elezioni regionali in Sicilia il prossimo novembre ed a quelle nazionali, forse nei primi mesi o al massimo nella primavera del nuovo anno, la preoccupazione dominante da parte dei vari leader politici più attenti sembra oggi essere il seducente richiamo di una forma nuova di neofascismo da parte di giovani.

Ciò, sostanzialmente, viene interpretato dai mass-media come reazione alla disastrosa politica sociale dell’ultimo decennio che ha fatto e continua a far crescere in Italia povertà e disoccupazione, penalizzando soprattutto la fascia giovanile tra i 18 ed i 30 anni. In questa situazione si registra che  una buona percentuale  di giovani nutre fiducia nel classico fascismo di colore nero, mentre chiaramente altri, forse in quantità minore, scelgono quello di colore rosso, che comunque sempre fascismo è.

 Perché  al di là del linguaggio bisogna sempre guardare alla sostanza, che riporta sempre ad un sistema autoritario che mortifica sempre la persona nel bene più grande che è la libertà correttamente intesa finalizzata al bene comune.

Pare urgente arginare questa devastante deriva, presente nel pianeta giovanile; una  deriva assolutamente nociva al sistema democratico sancito in Italia dalla nostra Costituzione.

Se non  l’unico rimedio, sicuramente tra i più importanti appare la messa finalmente in atto di una politica non parolaia, ma di gesti e disposizioni concrete per favorire la ripresa del ceto medio ed aggredire efficacemente il problema delle disuguaglianze  sociali, spaventosamente  aumentate nell’ultimo quinquennio.

Perciò una lotta vera per un’eliminazione rapida dei privilegi incostituzionalmente acquisiti ed un impegno trasparente contro la corruzione.

Corruzione che in Italia la cronaca quotidiana, – (la si chiami come si voglia,  mafia capitale o no, “’ndrangheta”, camorra, tangentopoli, parentopoli, scandalo Mose ecc. ecc.ecc…) – è la vera piaga sociale dell’Italia oggi.

Perché la corruzione, favorendo l’arricchimento esagerato di alcuni priva la collettività, la massa media delle persone, soprattutto i poveri, della libertà, della dignità e della giustizia.

 Una   sfida anzitutto culturale quella  contro la corruzione che deve vedere impegnati anzitutto i politici, specie in campagna elettorale, non solo denunciando ma anche e soprattutto proponendo soluzioni. Senza  rifugiarsi nel luogo comune, magari vero, che dice la corruzione è una triste realtà non solo italiana, ma globale.

La  classe politica su questo campo della lotta alla corruzione ha bisogno davvero di recuperare credibilità, a partire dal proprio trattamento economico e pensionistico, alla luce di uno dei principi fondamentali che dice che tutti i cittadini, compresi quindi deputati  e senatori, sono uguali davanti alla legge.

 Cittadini che poi devono “accettare” invece la loro esenzione, cioè l’esenzione dei parlamentari,  dalle disposizioni della legge “Fornero”.

E poi in Italia ed in Sicilia non si può dire proprio che manchino altri esempi lampanti di corruzione. Per esempio, quando uno studente fa l’esame per entrare all’università  si spera che venga ammesso in base al merito. Invece a volte si scopre che, pur avendo voti alti ma non conoscendo nessuno, si impedisce l’ammissione al corso. Non è questa è una esperienza concreta di corruzione?

Qui in Italia, poi, –  sempre a mo’ d’esempio –  perché nelle grandi università alcuni posti non si liberano mai per nuovi professori? Perché alcuni sono intoccabili e inamovibili?

Ci sono studenti giovani che non hanno nessuna possibilità di occupare questi posti. Cos’è se non corruzione?

La politica ed i politici invece di pensare unicamente alle alleanze e  come cercare di esautorare la sovranità popolare, farebbe assai meglio a parlare di problemi concreti che interessano la gente. Il consenso popolare, quello davvero libero, che è fortunatamente in continua crescita, riescono ad intercettarlo i politici che denunciano ed, oltre a riuscire loro stessi ad essere personalmente credibili, offrono proposte di concreta fattibilità che fanno breccia sugli elettori.

Diego Acquisto