Sevizie sui migranti e omicidi, arrestato a Lampedusa ‘il somalo Mohammed ‘

Torture e omicidi. L’uomo, 23 anni, è stato indicato alla polizia da una serie di persone arrivate nell’isola il 27 maggio scorso. Gli abusi commessi sulle coste libiche tra quanti attendono di imbarcarsi.

Somalo arrestato a Lampedusa e trasferito ad Agrigento .

(Foto Sandro Catanese)

 

La Polizia di Stato ha eseguito un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica – D.D.A. di Palermo, a carico di T.M.A.,  somalo,  cl. 1994,  individuato presso l’hotspot di Lampedusa.

Il somalo di 23 anni è stato arrestato dalla Polizia nell’hotspot di Lampedusa con l’accusa di essere fra i torturatori che sequestravano e seviziavano i migranti in attesa di imbarcarsi dalle coste libiche. Nel fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica- Dda di Palermo, T.M.A. è accusato di associazione per delinquere, armata, di carattere transnazionale, dedita a commettere reati contro la persona e -in particolare – tratta e sequestro di persona, violenza sessuale, omicidio aggravato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

In particolare, il 23enne è stato riconosciuto come uno dei responsabili di torture e sevizie perpetrati in Libia nella struttura nei pressi dell’area agricola di Hudeyfa’, nella zona di Cufra’, dove i migranti venivano privati della libertà personale prima di intraprendere la traversata in mare per le coste italiane.

“Al mio arrivo Mohamed il somalo era già nella struttura. Lui picchiava i migranti. Si divertiva ad umiliarci e a farci pesare la sua supremazia. Mi ricordo che una volta lo stesso libico, a cui  la struttura appartiene, lo ha ripreso perché ci picchiava così forte da ridurci in fin di vita”. Così uno dei migranti vittima delle sevizie che il T.M.A. compiva con tubi di gomma e minacciandoli con armi da fuoco.

Le indagini su T.M.A., avviate fin dal 27 maggio u.s., giorno dello sbarco a Lampedusa, sono state condotte dalla Seconda Divisione del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, dalla Squadra Mobile di Palermo,  diretta dal Dott. Rodolfo Ruperti e dalla Squadra Mobile di Agrigento, diretta dal Dott. Giovanni Minardi.

L’arrestato, a Lampedusa, avrebbe minacciato le sue vittime, al fine di convincerle a non denunciarlo alla Polizia Italiana.

Il fermato è stato associato alla Casa Circondariale di Agrigento a disposizione della competente A.G.

I particolari sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa , ancora in corso, presso la Questura di Agrigento. /FOTO SANDRO CATANESE