“La sanità siciliana è precipitata in uno stato di emergenza permanente. Ospedali allo stremo, pronto soccorso paralizzati, pazienti ammassati sulle barelle per ore e ore, personale insufficiente e allo stremo. In Sicilia anche una normale influenza è ormai sufficiente a far saltare un sistema sanitario inerme, fragile e mal gestito. Nelle province di Trapani e Agrigento il collasso è quotidiano e ignorato da anni. Palermo, oggi al centro dell’attenzione nazionale, non rappresenta un’eccezione ma la prova definitiva del fallimento della sanità regionale: ciò che esplode oggi sotto i riflettori è da tempo la regola in tutta l’Isola. Ho depositato un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute per denunciare una situazione gravissima e ormai fuori controllo. I pronto soccorso siciliani non sono più presidi di emergenza ma luoghi di abbandono, trasformati in reparti improvvisati senza posti letto, senza personale e senza risposte”.
Lo scrive in una nota Ida Carmina, deputata siciliana del Movimento 5 Stelle. “Questo – aggiunge – è il risultato di una programmazione sanitaria regionale assente, irresponsabile e fallimentare. L’amministrazione Schifani porta una responsabilità politica piena e diretta. La sanità siciliana è stata lasciata senza una strategia, senza investimenti strutturali, senza alcuna capacità di prevenire e gestire emergenze che non sono più imprevedibili ma sistematiche. Non si tratta di fatalità: è il frutto di scelte politiche sbagliate e colpevoli. A questo disastro si aggiunge la responsabilità del governo Meloni, che continua a tollerare una sanità a due velocità, accettando che in Sicilia i diritti valgano meno che altrove. È inaccettabile che milioni di persone vengano trattate come cittadini di serie B, sacrificate sull’altare delle disuguaglianze territoriali”.
“Se oggi il sistema sanitario siciliano non è già crollato definitivamente, lo si deve solo allo straordinario senso del dovere del personale medico, infermieristico e sanitario, costretto ogni giorno a lavorare in condizioni indegne, tappando le falle di un’organizzazione allo sbando. A loro va il mio ringraziamento e la mia solidarietà. Ma il sacrificio degli operatori – conclude Carmina – non può e non deve più coprire l’incapacità della politica. La sanità pubblica è un diritto costituzionale, non una concessione variabile in base al territorio. Non sono più tollerabili silenzi, rinvii e scaricabarile istituzionali. Il governo nazionale intervenga immediatamente per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza anche ai cittadini siciliani, che stanno pagando queste discriminazioni con la propria salute e, troppo spesso, con la propria vita”.
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