Sanità, attese infinite in Sicilia: ad Agrigento oltre 200 giorni per un esame, ma il record è di 727 giorni
C’è un dato che più di altri racconta la fragilità del sistema sanitario: il tempo. E in Sicilia, per molti esami, il tempo si dilata fino a diventare attesa insostenibile. Le liste d’attesa restano il vero tallone d’Achille della sanità regionale, come emerge dai dati pubblicati sul portale “Costruire Salute”.
Ad Agrigento, all’ospedale San Giovanni di Dio, per un’angio-TC dell’aorta toracica si può arrivare a superare i 200 giorni di attesa. Numeri che impongono pazienza, ma che non rappresentano un caso isolato.
Se si guarda al resto dell’Isola, la situazione non migliora, anzi in alcuni casi appare ancora più critica. A Palermo, negli ospedali Villa Sofia Cervello, per colonscopie e mammografie si superano i 180 giorni. Ma è nel Siracusano che si registrano i dati più impressionanti.
All’ospedale di Ospedale di Lentini si arriva addirittura a 727 giorni per una colonscopia e a 650 giorni per una mammografia monolaterale. Sempre in provincia di Siracusa, all’Ospedale Umberto I servono 424 giorni per lo stesso esame, mentre all’Ospedale Muscatello si toccano i 648 giorni.
Numeri elevatissimi anche nel Catanese: all’Ospedale Gravina si attendono 495 giorni per una visita radiologica, mentre al Ospedale Santissimo Salvatore si superano i 470 giorni per le colonscopie. Ad Acireale, all’Ospedale Santa Marta e Santa Venera, servono 423 giorni.
Non va meglio nel Trapanese: fino a 230 giorni per un’ecografia addominale e circa 300 giorni per esami cardiovascolari al poliambulatorio di Poliambulatorio di Alcamo.
Il quadro che emerge è quello di una sanità a più velocità, ma con un comune denominatore: attese fuori controllo. E se è vero che in alcune aree, come Lentini, la vicinanza a poli sanitari importanti come Catania e Siracusa può offrire alternative, ad Agrigento il problema si amplifica. Qui pesano infatti collegamenti viari e ferroviari storicamente carenti, che rendono più difficile raggiungere i centri d’eccellenza regionali.
A complicare ulteriormente la lettura dei dati, c’è anche la difficoltà di accesso alle informazioni: non tutte le Asp aggiornano i numeri al 2026 e, in alcuni casi, per consultare i dati è necessario accedere con SPID.
Il risultato è una fotografia chiara ma preoccupante: in Sicilia, per un esame sanitario, l’attesa rischia di diventare essa stessa una diagnosi.
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