L’odontoiatra Salvatore Casà nella consulta regionale Enpam

Da Agrigento alla consulta nazionale Enpam. Più che una elezione all’Ente nazionale di previdenza e assistenza medici, quella di Salvatore Casà, stimato odontoiatra di Agrigento, è stata un’impresa. La competizione elettorale non è stata, infatti, da niente: nelle altre liste c’erano candidati forti e rappresentativi, con alle spalle il sostegno di realtà come quelle di Palermo e di Messina.
Dalle votazioni effettuate ieri attraverso internet, il dentista agrigentino ha raccolto 1118 preferenze che gli hanno permesso di entrare a far parte della consulta della cosiddetta quota “B” dell’Enpam, quella che si occupa dei liberi professionisti.
Per Casà, l’elezione e il ruolo che essa gli affida “sarà un’esperienza nuova, stimolante ed entusiasmate, ma anche complessa, che necessita innanzitutto di un approfondimento di conoscenza dei meccanismi che la regolano”.
Ricordando che la consulta è chiamata ad esprimere un parere non vincolante sulle delibere del consiglio di amministrazione dell’ente previdenziale, e quindi “nella consapevolezza dei limiti di ruolo”, il dentista agrigentino si prefigge “di incidere nell’azione: sono convinto – dice – che ognuno sia chiamato a fare la sua parte al meglio delle proprie possibilità, senza risparmiarsi”.
Conosciuto come lavoratore silenzioso, “dentista di periferia” come lui stesso si definisce, Salvatore Casà ha alle spalle una storia sindacale nell’ambito dell’associazione di categoria. Quello di oggi è stato un risultato ottenuto su tutto il territorio regionale e raggiunto anche con un lavoro di squadra: aveva, infatti, l’appoggio del Cao – Commissione Albo odontoiatri – del quale è presidente Luigi Burruano, dell’Andi Agrigento, presieduta da Luigi Traversa.
Nel programma elettorale di Casà i punti che hanno caratterizzato il suo proporsi a far parte della consulta sono stati: “Migliorare e stimolare la comunicazione tra la fondazione e gli iscritti” e “far meglio conoscere la missione e le regole dell’Enpam”, perché possa essere sempre più rappresentativa e vicina alle esigenze e ai bisogni dei medici in materia di previdenza, assistenza e sicurezza.
Chiara Ippolito