Salma Livatino al centro di una “contesa”

La primavera prossima, il giudice Rosario Livatino sarà proclamato beato. La “disputa” è sul destino della salma attualmente sepolta nella tomba di famiglia nel cimitero di Canicattì insieme al padre Vincenzo e alla madre Rosalia. Il comune di Canicattì all’unanimità nei giorni scorsi ha ribadito la volontà di non trasferire la salma del beato, ad Agrigento. L’ipotesi sarebbe quella di traslarla nella chiesa di San Domenico, la parrocchia che Rosario frequentava assiduamente. L’arcivescovo di Agrigento, Mons. Montenegro ha inviato una lunga lettera al sindaco di Canicattì, Ettore Di Ventura (che di trasferimento in un’altra città non vuole sentir parlare)  in cui spiega il perchè la sepoltura sarebbe auspicabile nella cattedrale di Agrigento : “La sepoltura privilegiata nella Cattedrale di Agrigento sarebbe preferibile e auspicabile – scrive don Franco- visto che la riconosciuta santità del battezzato diventa dono per tutta la chiesa. Il beato viene infatti proposto come modello di vita evangelica per l’intera comunità. La Cattedrale simboleggia in tal senso l’unità della diocesi. La custodia delle reliquie nella cattedrale di Agrigento garantirebbe alla sua memoria una maggiore visibilità non solamente logistica. Va tenuto conto  che il giudice Livatino ad Agrigento ha svolto il suo ministero, quello per cui sarà beato e nel tragitto verso il capoluogo ha subito il suo martirio”.