La volontà politica c’è, ma i tempi restano incerti. La rottamazione delle cartelle comunali ad Agrigento dovrà attendere ancora qualche passaggio amministrativo, mentre in molti altri Comuni italiani l’adesione è già stata formalizzata.
Il nodo, in queste ore, è legato anche all’assenza per motivi di salute del dirigente comunale competente. La questione sarà comunque affrontata nei prossimi passaggi istituzionali, con l’intenzione di discuterne anche in aula consiliare. Resta però il fatto che, mentre politica e burocrazia si prendono il loro tempo, cittadini, commercianti, artigiani e imprenditori restano in attesa, senza poter programmare con certezza la regolarizzazione delle proprie posizioni debitorie.
Per aderire alla misura nazionale c’è tempo fino alla fine di aprile, ma l’incertezza alimenta il malcontento, soprattutto in una fase in cui molti contribuenti sperano di poter accedere alla definizione agevolata per chiudere pendenze con il Comune di Agrigento.
Nel frattempo arriva anche la presa di posizione della consigliera comunale Valentina Cirino, che interviene sulla gestione delle procedure di riscossione da parte dell’amministrazione.
«Il Consiglio comunale ha già dato mandato agli uffici di adeguarsi alle disposizioni previste dal condono fiscale – afferma Cirino –. Nonostante ciò continuano ad essere notificati ai cittadini atti di pignoramento dei crediti verso terzi per importi inferiori ai 200 euro».
Secondo la consigliera si tratta di una situazione difficile da comprendere, soprattutto alla luce della volontà politica di aderire alla rottamazione. «Procedere con pignoramenti per somme così esigue significa soltanto aggravare la posizione dei cittadini, che oltre al debito si vedono costretti a sostenere ulteriori spese legate alle procedure esecutive», aggiunge.
Cirino solleva anche una questione di opportunità amministrativa: «È lecito chiedersi se sia corretto avviare pignoramenti per importi così modesti proprio mentre si discute di favorire la possibilità per i cittadini di regolarizzare la propria posizione attraverso il condono».
Da qui l’appello all’Amministrazione affinché si intervenga rapidamente. «È necessario fermare queste azioni che rischiano di assumere un carattere vessatorio. L’amministrazione dovrebbe piuttosto concentrarsi nel dare indicazioni chiare agli uffici e accelerare le procedure per rendere realmente accessibile il condono».
«La politica e le istituzioni – conclude la consigliera – devono lavorare per semplificare il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, offrendo strumenti concreti per regolarizzare le posizioni debitorie, non creando ulteriori difficoltà attraverso atti sproporzionati rispetto agli importi dovuti».
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