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Home » Teatro » Roberta Torre: “Agrigento voleva qualcosa che non aveva mai visto”. Il Pirandello cambia volto

Roberta Torre: “Agrigento voleva qualcosa che non aveva mai visto”. Il Pirandello cambia volto

9 Dicembre 2025
in Teatro, Cultura
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Roberta Torre: “Agrigento voleva qualcosa che non aveva mai visto”. Il Pirandello vola e cambia volto

AGRIGENTO – C’è un entusiasmo nuovo che attraversa il Teatro Pirandello, un’energia che si avverte già prima che si alzi il sipario. L’avvio della stagione firmata da Roberta Torre, direttrice artistica del teatro, sta superando ogni previsione: due spettacoli, due mondi opposti, e un pubblico che risponde con calore, intelligenza, curiosità.
Agrigento non solo va a teatro: lo reclama, lo vive, lo pretende.

Torre non nasconde la soddisfazione per questo inizio che profuma di rinascita:
“È presto per fare un bilancio, abbiamo avuto solo due spettacoli, ma sono davvero molto felice. L’accoglienza al primo titolo, Prima Facie, è stata straordinaria. È un’opera che ha girato il mondo e affronta un tema caldissimo, quello del consenso a prima vista: il pubblico agrigentino l’ha colta nei minimi dettagli.”

E proprio Prima Facie, con la sua intensità emotiva e il suo peso civile, ha aperto una stagione che subito dopo ha cambiato registro con “Il Vedovo”, omaggio al capolavoro di Sordi.

“Uno spettacolo completamente diverso, anni Cinquanta, grande commedia – racconta Torre – e anche qui il pubblico ha reagito con entusiasmo. Risate, leggerezza, partecipazione… È stato bellissimo vedere come Agrigento viva in maniera diversa ogni linguaggio teatrale.”


Il talk post-spettacolo: la novità che conquista il pubblico

A fine serata, però, la magia non si spegne. Il Pirandello ha introdotto una formula che sta già facendo scuola: il talk dopo lo spettacolo, con attori e pubblico faccia a faccia.

“È stata un’idea vincente”, afferma Torre. “Il pubblico ama poter parlare con gli attori a caldo, ascoltare le loro impressioni, entrare nelle storie. È un modo per abbattere il confine tra platea e palcoscenico.”

Una scelta che sta trasformando il teatro in un luogo di scambio vivo, non più solo di fruizione.


“Sono partita dall’ascolto. Agrigento voleva qualcosa che non aveva mai visto”

La direttrice artistica chiarisce fin da subito quale sia stata la sua bussola: ascoltare la città.

“Non ho imposto un’impronta personale. Ho percepito desideri e necessità: Agrigento voleva qualcosa di inedito, di particolare, di nuovo. Voleva affetto, cura, attenzione. Questo teatro deve essere un germe che cresce, non un progetto che comincia e finisce.”

Nasce così un cartellone aperto, fluido, contemporaneo, capace di parlare a pubblici diversi:
“Mescolare linguaggi, proposte culturali, codici differenti: dalla commedia al pop, dal classico al musicale. Il Pirandello deve parlare più lingue, per parlare a più persone.”


Il Fringe Pirandello: il progetto del cuore

Tra le novità più significative, il Fringe Pirandello, già osservato con interesse nel panorama nazionale.

“Ho voluto legarlo al nome di Pirandello e allo stesso tempo riportare alla luce luoghi della città poco frequentati. Saranno piccole piazze teatrali animate da giovani e meno giovani che seguiranno corsi di drammaturgia con Ottavio Cappellani.”

Il progetto vive grazie a una rete di collaborazioni prestigiose:

“Università, Teatro Stabile di Catania, il quotidiano La Sicilia che pubblicherà i racconti nati dalle lezioni, incontri con professionisti italiani di costumi, scenografia, luci, recitazione… È un modo per collegare Agrigento e la Sicilia al mondo, come merita.”


Un teatro che cresce, insieme ai suoi spettatori

Il cammino è appena iniziato, ma il messaggio è chiaro: Agrigento si sta riappropriando del suo teatro, e lo fa con una passione che sorprende anche chi ne ha guidato la rinascita.

L’appuntamento con la direttrice artistica, come confermato, sarà ricorrente per raccontare evoluzioni, progetti e sfide:
“Perché – conclude Torre – questo è solo l’inizio.”

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