Rifiuti, raccolta a rischio in provincia di Agrigento

Raccolta a rischio in provincia
Oltre 50 automezzi in fila in attesa di scaricare i rifiuti a Siculiana

di Annamaria Martorana

Raccolta nuovamente a singhiozzo da mercoledì 8 febbraio ad Agrigento e in tutti quei comuni, soprattutto i più grandi, che conferiscono nella discarica di Siculiana.
Il rallentamento negli ordinari servizi, è la conseguenza diretta della chiusura di tre giorni, iniziata venerdì scorso e che ha causato uno stop nel ciclo della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in 25 comuni agrigentini, capoluogo compreso, non essendo stata data alcuna indicazione su dove scaricare in assenza di Siculiana. Una chiusura che la Catanzaro Costruzioni aveva spiegato essere “necessaria a scopo precauzionale per continuare a garantire gli elevati livelli prestazionali dell’impianto, costantemente monitorato allo scopo di prevenire e ridurre ed eliminare ogni forma di inquinamento”.

Ma già la notte tra domenica e lunedì, lungo la statale che porta alla discarica, si era cominciata a formare una lunga fila di autocompattatori di tutti i comuni che conferiscono a Siculiana e che arrivano da diverse province dell’isola. All’apertura dei cancelli, intorno alle 6 del mattino, i mezzi hanno iniziato a scaricare facendo raggiungere ben presto, all’impianto della Catanzaro Costruzioni, il quantitativo di circa 500 tonnellate giornaliere di rifiuti ricevibili e trattabili con l’impianto di biostabilizzazione mobile e temporaneo di cui l’azienda si è fornita nei mesi scorsi ma che non ha la capacità che potrebbe avere un impianto fisso, come quello realizzato a Lentini, che permetterebbe la “gestione” di un quantitativo superiore di rifiuti evitando continui disagi a tanti comuni isolani.

Sia ieri che oggi dunque, per molti automezzi non c’è stato nulla da fare. Cancelli chiusi in mattinata, appena raggiunta la capacità di ricezione dell’impianto, così come è accaduto anche oggi, e mezzi fermi lungo la strada. Attualmente, lungo la strada che porta in contrada Materana, ci sono una cinquantina di autocompattatori carichi che aspettano che domattina l’impianto riapra. Questo significa però, che molte zone di Agrigento e di altri comuni nelle stesse condizioni, non potranno essere ripulite e i cassonetti non potranno essere svuotati.