Revisione del Prg: Vittorio Messina detta l’agenda politica a Firetto

AGRIGENTO. Il presidente di Confesercenti Sicilia, Vittorio Messina, che è stato presidente della Camera di commercio “detta l’agenda politica”, a pochi giorni dalla fine delle vacanze, indicando come priorità la revisione del Piano regolatore della città di Agrigento.

Archiviate le vacanze, tornano in agenda tutti i temi rimasti in sospeso da prima dell’estate. E va detto anche come il confronto estivo non abbia contribuito a migliorare l’atmosfera in cui svolgere l’impegno della politica, di fronte alla realtà etica dei comportamenti quotidiani e soprattutto all’incalzare dei problemi di tutti i giorni. Se poi guardiamo da vicino l’agenda ed il confronto locale ci sembra che sia decisamente il caso di ripristinare condizione di migliore agibilità per discutere di proposte politiche, degne di questo nome dal punto di vista del metodo e del merito.

Se inoltre osserviamo quanto lo scadenzario ci presenta alla ripresa autunnale e alla revisione del PRG della città di Agrigento, comprendiamo bene che si stanno per porre le premesse per la città del futuro, e dovremmo tutti sentirci ancor più sollecitati ad affrontare responsabilmente una situazione che potrebbe determinare trasformazioni non irrilevanti nella struttura, nella composizione e nella “cultura” della città.

Un fattore che distingue un comportamento lungimirante e attento di una persona, di una famiglia, di un’azienda, di una comunità, di un qualsiasi aggregato umano, è la capacità di conservare, valorizzare, sviluppare il proprio patrimonio.

Questa affermazione può sembrare così evidente da apparire eccessivamente banale. Al contrario non lo è se ci soffermiamo un istante a riflettere sul fatto che non sempre ci si può trovare d’accordo su un punto: in che cosa consista il patrimonio di una comunità. Oltretutto, non sempre si condividono le politiche e le modalità con cui lo si può conservare e valorizzare.

Il momento che stiamo vivendo deve produrre un supplemento di dibattito culturale per interessarci non solo degli aspetti urbanistici dal lato materiale, ma anche da quello estetico, etico, rifacendoci alle eredità immateriali della comunità.

Non sarebbe difficile riportare l’esito di inchieste, interviste, dichiarazioni, interventi che quasi quotidianamente tentano di tradurre in cifre gli apprezzamenti o le lamentele, le attese o le paure dei cittadini interpellati.

E’ un metodo utile soprattutto per chi ha il compito di amministrare la città e che torna utile ed indispensabile se si guarda alle potenzialità turistiche del territorio.

Le sollecitazioni che raccogliamo da chi questa estate ha soggiornato ad Agrigento evidenziano come la scelta della nostra meta non ha deluso nessuno, anzi. Tuttavia viene messo in risalto che tante sono le cose che non contribuiscono a rendere unica la loro esperienza: la pulizia delle strade, lo stato di salute del mare che bagna le nostre coste, la manutenzione delle spiagge, l’incapacità di gestire situazioni complesse nelle giornate di maggiore traffico.

In buona sostanza quello che pensano molti visitatori sia italiani che stranieri è che godiamo di un territorio straordinario ma trascurato dagli amministratori e dagli stessi abitanti.

Per ribaltare questa convinzione occorre sedersi oggi attorno ad un tavolo per programmare le iniziative da sviluppare per l’estate 2019 anche da punto di vista logistico ed organizzativo, soprattutto nel rapporto di collaborazione da sviluppare con i privati. Solo così si può dare vita ad un piano di accoglienza che impegni tutti sullo stesso fronte per presentare al meglio la città ai visitatori.

Ritornando al progetto per la città di domani, va riconosciuto che Agrigento è ricca di iniziative, di gruppi attivi, dediti a molteplici interessi: politici, culturali, artistici, sportivi. Numerose associazioni di volontariato rinnovano, nei vari settori, la storia della solidarietà che ci ha sempre contraddistinti. Spesso, però, sembra di dover cogliere nelle iniziative la tendenza o la tentazione a ripiegarsi su se stesse: gruppi o proposte non sempre sono coordinate in vista di un quadro completo; non sempre diventano effettivamente una realtà condivisa da tutti.Questo innegabile capitale sociale va messo a valore senza esitare, ponendo le premesse per dare un volto alla città di domani, a coinvolgersi costruttivamente nei problemi che già sono presenti o che si intravedono.

In una situazione che lascia presagire profonde trasformazioni, l’unica strada percorribile è, partendo da una grande consapevolezza della propria storia, prevedere, per quanto possibile, il volto della città di domani.

Alla base, vera origine e ragione della città a misura dell’uomo, sta la consapevolezza, anche non espressa, dell’ interdipendenza fra le persone; sta la certezza che nessuno, da solo, potrebbe procurarsi le condizioni di una vita umana accettabile. Si tratta dell’interdipendenza che ha sì una componente economica, ma anche una dimensione sociale, morale, culturale a cui corrisponde la virtù della solidarietà.

In questo contesto un’attenzione particolare va dedicata alle attività produttive per dare modo alle imprese del territorio, che operano nella legalità,  di resistere alla coda di una lunga crisi e di potere creare ricchezza e posti di lavoro senza dovere pagare ulteriori prezzi oltre a quello dell’emarginazione geografica per carenza di infrastrutture adeguate.

L’attenzione alle esigenze delle imprese e degli abitanti tutti alimenta quella qualità della vita dove ogni persona può sentirsi veramente parte di una città che sia luogo dell’incontro dove ognuno si realizza sia come persona che come cittadino.

Con la revisione del PRG si va dunque incontro ad un processo che presuppone la rifondazione della città tenedo presente le proprie radici ma guardando alle novità che comunque vanno metabolizzate.

Rifondare la città, umanizzarla, renderla luogo di crescita e di comunione diventa allora un dovere incombente per tutti. Il programma è fare di essa la città dell’accoglienza, della solidarietà, della trasparenza, del pluralismo, della crescita comune.

E allora la revisione del Piano regolatore generale – per richiamare alcune delle linee programmatiche che l’Ordine degli Ingegneri di Agrigento ha consegnato all’amministrazione comunale – “sia opportunità per rivedere il destino della fascia costiera e del centro storico, per produrre sviluppo e lavoro e migliorare la sicurezza della nostra città. Ogni euro speso in investimenti in edilizia deve essere speso per queste finalità”.