Il risultato del referendum sulla giustizia apre una nuova fase nel dibattito istituzionale. A intervenire è la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati, che legge l’esito del voto come un segnale chiaro arrivato dal Paese.
«Oggi è un bel giorno per il nostro Paese. Non per la magistratura, ma per tutte le cittadine e i cittadini», sottolinea l’Anm. «Questo risultato tuttavia non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza».
Secondo l’associazione, il voto ha assunto un significato che va oltre il merito tecnico dei quesiti: «Ha vinto la Costituzione. Abbiamo contribuito a preservare l’autonomia e l’indipendenza della giurisdizione, proteggendo i principi costituzionali».
Un passaggio che viene interpretato come una conferma della linea sostenuta nei mesi precedenti: «I cittadini hanno democraticamente confermato la bontà delle nostre scelte e delle nostre indicazioni sui problemi reali della giustizia».
L’Anm rivolge anche un ringraziamento a chi ha partecipato al percorso che ha accompagnato il referendum: «Ringraziamo tutti coloro che si sono impegnati con noi in questi mesi a difesa della Costituzione».
Infine, lo sguardo si sposta sul rapporto con la società civile e sulle prospettive future: «La relazione con la società civile ha arricchito la magistratura e sapremo trovare gli strumenti perché questa ricchezza sia condivisa e vada a beneficio di tutto il Paese».
Un passaggio significativo riguarda anche la partecipazione: «Abbiamo assistito a una mobilitazione importante, che si è tradotta in una partecipazione democratica al voto e che restituisce un senso di appartenenza alle istituzioni repubblicane, il modo migliore per celebrare gli 80 anni del suffragio universale».
Parole che inseriscono l’esito del referendum in una dimensione più ampia, tra equilibrio dei poteri, partecipazione e rapporto tra cittadini e istituzioni.
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