REFERENDUM, affluenza record: già il 39% alle urne. È sfida politica aperta
ROMA – Non è solo un voto, è già un segnale politico. L’affluenza sfiora il 39% alle 19, con un balzo di quasi 10 punti rispetto al 2020, e accende subito il dibattito sul peso reale di questo referendum sulla giustizia.
Numeri che parlano chiaro: è il dato più alto tra i referendum del terzo millennio su due giorni. E le proiezioni spingono ancora più in alto, con una partecipazione finale stimata tra il 52% e il 65%.
Dietro i numeri, però, c’è una partita tutta politica. L’alta affluenza, secondo diversi osservatori, potrebbe favorire il Sì, ma il quadro resta tutt’altro che definito. Le regioni più partecipative – Emilia Romagna, Toscana e Lombardia – raccontano un’Italia divisa anche nel voto.
Nel frattempo, leader e partiti iniziano già a fare i conti. Il voto, senza quorum, rischia comunque di avere un impatto forte: rafforzare o indebolire il governo, ma anche ridisegnare gli equilibri in vista delle prossime elezioni.
La giornata è stata accompagnata da immagini social dei politici ai seggi e da alcune polemiche: dalle accuse di propaganda illegale fino ai presunti utilizzi impropri di mezzi pubblici per accompagnare gli elettori.
Un segnale, però, è condiviso da tutti: con questa partecipazione, il risultato non potrà essere ignorato.
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