Recovery fund, troppo tardi: il piano è già a Bruxelles

Mentre la Commissione Ue ha ricevuto il piano di ripresa e resilienza dell’Italia, insieme a quelli di Austria, Belgio e Slovenia, in provincia di Agrigento si discute su come si sarebbero potuti investire i fondi. Una discussione tardiva come sottolineato dal deputato regionale Carmelo Pullara il quale sul mancato piano riforme e investimenti per la provincia di Agrigento aveva fatto una battaglia isolata già nei primi giorni del novembre del 2020. Una azione politica che gli costò l’espulsione dal gruppo “Democratici e Autonomisti” di cui era presidente. “Sei mesi fa, – spiega Pullara – lanciai l’allarme sottolineando la carenza nel recovery plan per la provincia di Agrigento, più in generale, con una lettera indirizzata a Musumeci e in commissione UE, tra l’altro presieduta da un deputato appartenente al gruppo Autonomisti federati con la Lega, presente all’audizione il vice presidente assessore all’economia, da un lato criticai l’impostazione regionale data ai suggerimenti per i ricovery fund”. Pullara aveva chiesto l’inserimento in agenda proprio di quei progetti di cui da più parti adesso si torna a discutere. Opere che la provincia di Agrigento aspetta da sempre come la chiusura dell’anello autostradale con il completamento del tratto Mazara del Vallo – Gela; l’aeroporto ad Agrigento; Il contrasto alla erosione attraverso il ripascimento della fascia costiera, da Gela a Sciacca. L’approvvigionamento idrico per le campagne e per i centri abitati, con l’adduzione della Diga Gibbesi e le relative condotte Il dragaggio e il risanamento dei porti.  Con i miei sostenitori sin dall’inizio – afferma Pullara – ci siamo contraddistinti nel mantenere fede con coerenza ai principi che ci siamo prefissati e questo continueremo a farlo ad ogni costo pronti per difendere la dignità dei siciliani che è stata venduta per salire sul carrozzone. In questo caso – conclude il deputato che dopo quella sfuriata fu rimosso da presidente del gruppo autonomisti – calzi bene il detto: “si chiude la stalla quando sono scappati i buoi”.
Nelle ultime settimane, da più parti, sia a livello regionale sia a livello della provincia di Agrigento, sono stati  lanciati, allarmi e grida di dolore sul trattamento ricevuto nel Recovery fund. Il deputato nazionale Michele Sodano, espulso dal Movimento Cinque Stelle perchè in disaccordo con il governo Draghi, rispondendo a chi solo adesso avanza pretese ha ricordato: “L’Europa non accettava opere da finanziare che non potessero essere pronte entro il 2026. Inutile parlare del completamento della Gela – Castelvetrano, solo adesso”. Sulla vicenda è intervenuta anche la coordinatrice provinciale Agrigento di Italia Viva Natalia Re: Il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone, ha incontrato la delegazione dei sindaci agrigentini in sit-in a Roma assicurando loro la mappatura delle opere da poter realizzare, compresa l’arteria Castelvetrano/Gela. L’impegno è quello di lavorare per la realizzazione di tutte le opere previste nel Pnrr, in tempi rapidi e snellendo la burocrazia, al contempo l’impegno prevede che tutte le opere che non rientrano nel Pnrr, cioè realizzabili entro il 2026, possano essere allestite attingendo ad altre risorse economiche”.