Raso (CGIL) : Il 2018 anno terribile per il lavoro in provincia

Un anno da dimenticare. Per il segretario della Cgil di Agrigento, Massimo Raso, il 2018 che sta per andare in archivio perché non ha prodotto gli effetti sperati. Mentre l’auspicio per il 2019 che verrà è che possa essere almeno l’anno «nel quale riusciremo a mettere insieme le forze sociali ed economiche attorno ad un tavolo per comprendere, Comune per Comune, cosa sia davvero cantierabile e si facciano partire le opere». «L’anno nel quale la questione della messa in sicurezza del territorio, l’affrontare le questioni ambientali e dell’assetto idrogeologico – dice Raso – diventi un fatto ordinario e non una cosa da scoprire nelle emergenze.

Le terme di sciacca e a questione Kainite

La stessa aggregazione, in stretto raccordo ed in alleanza con il sistema del governo locale, devono pretendere che si affrontino e si risolvano, da parte dei competenti livelli di governo, alcune questioni che si trascinano. Ne citiamo alcune: la “questione Terme di Sciacca”; la “questione Kainite”; la “questione Italcementi”, ovvero alcune ipotesi di sviluppo possibile che restano al palo e da cui potrebbero arrivare risposte occupazionali! Così come la “questione Girgenti Acque” e la “questione Rifiuti” devono trovare nel 2019 un assetto definitivo. Il 2018 ha visto chiudere, dopo 30 anni e in alcuni Comuni, la pagina triste del precariato: è una pagina che va estesa a tutte le realtà comunali».

Nel 2019 questione combinati

Raso continua: «Nel 2019 porremo con maggiore forza la questione di come sono combinati i Comuni con riferimento alle loro piante organiche ed alle difficoltà che spesso hanno di rispondere ad alcuni bisogni: penso alla progettazione di opere pubbliche ma anche alla condizione degli Uffici della Solidarietà Sociale che devono mettere in campo gli strumenti per aggredire le nuove emergenze sociali». Poi la Cgil ricorda l’impegno sul fronte antimafia.

Lotta alle mafie

«Nel 2019 riprenderemo con forza la necessità di una lotta senza quartiere alle mafie attraverso una serie di iniziative, anche in raccordo con altre strutture come “Libera”. Ci siamo costituiti “parte civile” nel “processo Montagna” e vogliamo concretamente a batterci per una “antimafia della concretezza” – aggiunge il segretario Raso – che risponda ad esigenze avvertite e che renda visibile e immediata l’esigenza che abbiamo di liberarci da questa asfissia, liberando, ad esempio, tante realtà economiche che ci auguriamo trovino il coraggio di persone come Ignazio Cutrò (per il quale continuiamo a chiedere un rafforzamento della tutela) e che renda disponibili tutti i beni immobili sequestrati e confiscati alla mafia». Una questione che ha ricevuto, sul finire del 2018, un impulso positivo è tutta la questione del «polo universitario» di Agrigento che abbiamo sempre seguito con grande interesse. Infine uno sguardo a casa propria: «Il 2019 sarà un anno importante per la Cgil che si avvia ad eleggere (a fine gennaio) il proprio segretario generale. Se volessimo riassumere, il 2019 dev’essere l’anno in cui riprendiamo la battaglia».(Paolo Picone)