Quello che sorprende ed inquieta nell’attuale momento politico………

Un momento politico  sicuramente particolare quello che l’Italia sta vivendo dopo l’esito elettorale del 4 marzo u.s., che ha fatto saltare  tutti i piani ipotizzati da quelli che avevano elaborato ed approvato, dopo la dichiarazione di incostituzionalità del Porcellum,  la  nuova legge elettorale del Rosatellum.

La conseguenza è stata l’assoluta novità di un contratto   su alcuni punti specifici, tra cui la lotta alla povertà ed il problema sicurezza-immigrazione, con cui si è formato questo Governo cosiddetto giallo-verde, formato da due forze ideologicamente antitetiche, Movimento 5-Stelle e Lega,  a cui nessuno aveva pensato.

Ormai, dopo questi mesi di discussioni e dibattiti, a leggere la cronaca appare sempre più chiaro che quasi all’unanimità gli opinionisti concordano nell’affermare che il risultato del 4 marzo è figlio delle diseguaglianze economiche. Diseguaglianze che soprattutto nell’ultimi cinque anni sono aumentate a dismisura e come non mai… mentre  anche l’ultimo recente rilievo statistico della Caritas  denuncia che in Italia negli ultimi dieci anni la povertà si è quasi triplicata.

Quello che sorprende nell’attuale dibattito è che  proprio i responsabili dei Partiti politici che sono stati al Governo in quest’ultimo decennio, adesso all’opposizione, di tutto parlano, tranne che proprio di diseguaglianze, povertà e privilegi della casta.

Il risultato è che, anche dopo le  minacce dell’UE, nei sondaggi i Partiti  “populisti”, cioè Movimento 5-Stelle  e soprattutto Lega,  mantengono la fiducia popolare  o addirittura l’aumentano, come avvenuto nelle recentissime elezioni in Trentino-Alto Adige.

Si discute sul senso del populismo, sul quale anche Papa Francesco ha detto la sua, parlando a Palermo di un populismo buono che è quello che cerca di cogliere le vere esigenze popolari e tenta di dare una risposta efficace. Una risposta che ovviamente deve essere assai diversa da quella che ha provocato l’aumento delle diseguaglianze e  la quasi triplicazione della povertà.

Quello che sorprende è che, proprio i responsabili che dovrebbero capire questo, nelle Convetion azzurre o nelle varie kermesse tipo-Leopolda,  di tutto parlano tranne che di questo.

Di contro, in un linguaggio tagliente ed incisivo che non ammette equivoci, Di Maio soprattutto, ma anche Salvini,  dicono che mentre prima di loro si tagliavano diritti ai cittadini per finanziare privilegi, adesso  bisogna tagliare i privilegi per restituire i diritti ai cittadini; il primo diritto dei quali è quello di avere il minimo necessario per vivere.

La partita si gioca su questo terreno e parlare di altro è politicamente  controproducente. In questo senso costituisce sicuramente una buona sorpresa la notizia di queste ore  che  ieri pomeriggio c’è stato  un incontro-dibattito-dialogo tra  Gentiloni e Salvini, due politici su posizioni ideologiche completamente diverse, che però  hanno accettato la sfida di confrontarsi e discutere sulle disuguaglianze. Partendo proprio dalla convinzione che l’esito del 4 marzo è figlio delle diseguaglianze.

Un confronto questo  su cui dovrebbero riflettere anche i responsabili dell’UE, il cui comportamento  appare davvero discutibile. Anzi  in contrasto, tra l’altro,  con quello che si legge nell’art.3 del Trattato dell’Unione in cui si parla di “…..sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, …..piena occupazione e  progresso sociale, …. su un elevato livello  di tutela….”. E ancora: “L’Unione combatte l’esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore”.

Cose tutte che – pare proprio – in questi anni, soprattutto in Italia, sono state trascurate nel silenzio assoluto anche dell’UE, con le conseguenze a cui   si è costretti ora a dover con urgenza rimediare.

Diego Acquisto