Quando Livatino lavorava all’ufficio del registro

Quando l‘allora Intendente di Finanza di Agrigento conobbe quel giovane di Canicattì, vincitore di concorso e da poco immesso in servizio nella carriera di concetto, con la qualifica di vice direttore degli Uffici del Registro, non avrebbe mai immaginato che nel corso degli anni, quel suo funzionario, sarebbe diventato un ottimo magistrato,disposto a sacrificare la propria vita per la giustizia diventando uno dei santi venerati dalla Chiesa. Gaetano Allotta, avvocato e studioso, a 94 anni, ancora si commuove nel ricordare il periodo in cui conobbe e collaborò con Rosario Livatino, verso la fine degli Anni Settanta, presso il Palazzo delle Finanze al Viale della Vittoria, ex Grand Hotel “Agrigentum”.

“Era un grande lavoratore – dice di Rosario Livatino – di esempio per tutti i suoi colleghi. Aveva la stanza al secondo piano di quell’enorme palazzo, e ricordo che ogni volta che passavo da lui, lo trovavo sempre intento a compilare i cartoncini gialli con i quali l‘Ufficio convoca i contribuenti non in regola, per ottenere chiarimenti sulle loro posizioni. Poi, dopo qualche tempo, Livatino passò all’Ufficio Contenzioso fin quando, vinto il concorso in magistratura, lasciò l‘incarico per prendere servizio alla Procura della Repubblica. Ma rimanemmo comunque in contatto per motivi di servizio”.

A distanza di qualche anno, infatti, il giovane magistrato,nel corso di alcune delicate indagini finanziarie, chiese la collaborazione degli Uffici del suo ex direttore, al fine di ottenere informazioni sulle posizioni finanziarie di alcuni indagati. Erano gli anni in cui la lotta alla mafia iniziava a farsi più dura da parte dello Stato e si ottenevano i primi grandi sequestri patrimoniali. Lo stesso Intendente Allotta,tra l‘atro partecipò ad uno dei primi importanti convegnisu “Fisco e realtà economica meridionale con la partecipazione, tra gli altri, del giudice Giovanni Falcone e dell’allora ministro, Sergio Mattarella.

Poi nel 1986, quando il Ministero delle Finanze destinò l‘Intendente di Agrigento all’importante sede di Palermo, il giudice Livatino, nel rispondere ad un biglietto di commiato del dottor Allotta, volle esprimere la consapevolezza che il suo ex direttore sicuramente avrebbe dedicato al nuovo alto incarico palermitano,quello stesso impegno profuso nella nostra Agrigento”.

“Livatino era molto riservato – ricorda ancora l‘avvocato Allotta – e a volte, nel tragitto per raggiungere il posto di lavoro al Viale della Vittoria, si fermava per brevi istanti in preghiera, nella vicina Rettoria di San Calogero”

Proprio per la conoscenza diretta che Gaetano Allotta ha avuto con Rosario Livatino, l‘ex Intendente di Finanza venne invitato a rendere testimonianza, davanti al Tribunale Ecclesiastico, in occasione della causa di beatificazione del santo. Tra i ricordi indelebili anche il commuovente incontro con gli anziani genitori del giudice assassinato dalla mafia, avvenuto durante un’udienza papale privata, con Giovanni Paolo II°.