Le ostriche non c’entrano. A mandare in prognosi riservata due giovani potrebbe essere stato sgombro in scatolaconsumato durante un pasto conviviale. È questa l’ipotesi al vaglio dopo che più persone si sono sentite male, alcune delle quali non avevano mangiato ostriche, inizialmente finite al centro dei sospetti.
A indagare sull’accaduto sono i medici veterinari, chiamati a ricostruire l’origine dell’intossicazione alimentare. La causa probabile sarebbe il botulino, ma solo l’esito degli esami potrà stabilirlo con certezza. I campioni sono stati spediti e dovranno arrivare all’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, centro di riferimento nazionale per questo tipo di analisi.
Da quanto si è appreso, i giovani avrebbero mangiato da un tagliere con salumi, olive e crostini con sgombro. Proprio lo sgombro in scatola è ora sotto osservazione. Una ragazza, in particolare, avrebbe manifestato sintomi più gravi ed è stata sottoposta alla somministrazione del siero.
Gli accertamenti sono in corso per chiarire la dinamica dell’episodio e individuare eventuali responsabilità, mentre resta alta l’attenzione sul fronte della sicurezza alimentare.
Il botulino è una tossina molto potente prodotta dal batterio Clostridium botulinum, che può svilupparsi in alimenti conservati in modo non corretto, in particolare conserve, prodotti sott’olio o in scatola. È incolore, inodore e insapore, quindi non altera l’aspetto del cibo e non è percepibile al momento del consumo.
L’intossicazione da botulino può provocare disturbi neurologici gravi, come visione offuscata, difficoltà a parlare e deglutire, debolezza muscolare e, nei casi più seri, insufficienza respiratoria. Proprio per questo, quando viene sospettata, è necessario intervenire rapidamente con la somministrazione del siero antitossico e con il ricovero ospedaliero.
Nel caso in esame, l’ipotesi botulino resta al vaglio degli specialisti e potrà essere confermata solo dagli esami di laboratorio.
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp
