“Prese accordi con Cosa nostra”, sequestro da 120 milioni per imprenditore agrigentino

Sarà un perito, Alessandro Polizzotto, a effettuare gli accertamenti finanziari sul patrimonio dell’imprenditore di Racalmuto, Calogero Romano, 62 anni, condannato in primo grado a 6 anni e 6 mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. “Era a conoscenza dello spessore dei boss Gagliardo e Di Gati – ha detto nella sua requisitoria, in primo grado, il pm Rita Fulantelli – e grazie agli accordi che strinse con loro le sue imprese sono cresciute”.

Lo ha deciso la Corte di Appello di Palermo che ha conferito l’incarico al professionista, nell’udienza tenutasi ieri e che avrà il compito di esaminare la situazione economica delle aziende di proprietà dell’uomo e dei conti correnti di quest’ultimo.

Lo scorso marzo la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento aveva disposto il sequestro dei beni dell’uomo, beni ritenuti frutto di attività derivanti dalla sua presunta vicinanza a Cosa nostra. Il patrimonio finito sotto i sigilli ammonterebbe a circa 120 milioni di euro.

La prossima udienza è stata fissata per l’8 marzo del prossimo anno quando a deporre sarà proprio il perito nominato dai giudici.