Premio letterario “Tomasi di Lampedusa” all’opera “Zuleika apre gli occhi”

Lo scorso venerdì, a Palazzo Lanza Tomasi, a Palermo si è svolta la XVII edizione del Premio letterario “Giuseppe Tomasi di Lampedusa” di cui vincitrice è stata la scrittrice, sceneggiatrice e giornalista tatara Guzel’ Jachina con il romanzo “Zuleika apre gli occhi”, un’opera che a cominciare dalla sua pubblicazione ha suscitato non poche polemiche da parte della critica letteraria russa, che l’ha reputata dissacrante per il glorioso passato della Russia. Altrove, però, la critica la ha accolta bene  tanto che Jachina ha vinto numerosi premi letterari, ultimo il Premio “Giuseppe Tomasi di Lampedusa”.
Per approfondire maggiormente la questione, per sapere come si è svolto l’evento di venerdì e per avere una disamina dell’opera, abbiamo intervistato un’ esperta, ovvero la Dirigente dell’I.C. “Giuseppe Tomasi di Lampedusa” di Palma di Montechiaro, Laura Carmen Sanfilippo, che venerdì ha partecipato in prima linea all’incontro letterario.
Come si è svolto l’incontro con la vincitrice e la stampa dato il lockdown? Chi era presente?
Guzel’ Jachina ha inviato un suo video molto toccante in cui ha dichiarato di essere con il suo corpo a Mosca, ma con il cuore e la mente in Sicilia. Già questo slancio mi fa cogliere la grande sensibilità della scrittrice e lo spessore della sua personalità. Guzel’ Jachina pone come suo obiettivo nella scrittura quello di far emozionare il lettore e ci riesce sapendolo trasportare in un’atmosfera incantata da fiaba tartara, di cui però fa anche parte la descrizione di orrori e brutalità.
La conferenza stampa,  organizzata nello scrupoloso rispetto delle regole di sicurezza, con cui abbiamo ormai imparato a convivere, si è tenuta alla presenza di Alberto Samonà, assessore regionale ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, di Gori Sparacino, direttore del Premio, di Franco Valenti, sindaco di Santa Margherita di Belìce.
La giuria del Premio è stata composta dagli esperti Mercedes Monmany, Salvatore Ferlita, Giorgio Ficara, Salvatore Silvano Nigro; a presiederla è stato Gioacchino Lanza Tomasi, anima del Premio letterario.
Cosa rappresenta il Premio “Giuseppe Tomasi di Lampedusa”?
Penso che il Premio “Tomasi di Lampedusa” sia una vittoria per la Sicilia che promuove la cultura. La Sicilia è conosciuta nel mondo grazie a Giuseppe Tomasi di Lampedusa e al suo romanzo “Il Gattopardo”, tradotto in ben quarantasei lingue. Divulgare il capolavoro della letteratura mondiale del Lampedusa, significa fare promozione dell’intero territorio da cui l’autore ha tratto ispirazione, ma nel contempo significa produrre cultura, turismo e indirettamente rilanciare l’economia della Sicilia.
Santa Margherita di Belìce, grazie ad una squadra di intellettuali che lavora alacremente e con costanza da ben diciassette edizioni, produce bellezza grazie  alla capacità del gruppo di lavoro che ha saputo individuare e trarre personalità di spicco come Giuseppe Tornatore e Nicola Piovani, entrambi premi Oscar, ma anche Kazuo Ishiguro, Mario Vargas Llosa e Orban Pamuk, premi Nobel per la letteratura.
Di cosa si parla nel romanzo di  Guzel’ Jachina?
Guzel’ Jachina nel suo romanzo descrive la storia di Zuleika, una giovane donna tatara, di religione musulmana. Come ha fatto notare Gioacchino Lanza Tomasi, il punto di forza dell’opera è quello di saper parlare agli uomini del presente e del passato, proprio come come tutti i grandi libri. Qui, personalmente, colgo un parallelismo con “Il Gattopardo”, che si rivolge all’essenza dell’uomo: Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi. ‹‹Gli uomini nell’essenza siamo stati sempre gli stessi››- ha sottolineato Gori Sparacino.
Il romanzo concepito da chi ha nella sua mente una fiaba tatara, con il candore della neve ed i canti popolari dei kulaki deportati in Siberia, narra la storia di emancipazione di una donna, Zuleika, inizialmente schiava del proprio marito, di cui subisce la brutalità attraverso violenze psicologiche e carnali. Paradossalmente, Zuleika viene liberata dalla deportazione voluta da Stalin negli anni ’30 che le dà modo di uscire dall’isolamento per incontrare la gente e il mondo, aprendo i suoi occhi, appunto. L’incontro con il medico tedesco le fa scoprire che diventerà madre in una particolare circostanza di pericolo.
Di questo romanzo, che cosa l’ha colpita maggiormente? 
Sono due le cose che mi hanno colpita e si tratta di due caratteristiche dell’opera. La prima è la presenza della lingua tatara con un apposito glossario, anche se il significato si intuisce facilmente dal contesto. La seconda è che il libro è stato concepito dapprima come sceneggiatura. Dal momento che Jachina ha frequentato la Moscow Film School, Zuleika ha rappresentato il suo lavoro in questa scuola, ma successivamente da questa sceneggiatura ha sviluppato il romanzo.
Foto di archivio
Secondo lei, sarà un libro di successo ?
“Zuleika apre gli occhi” è già un romanzo di successo infatti,  la scrittrice Guzel’ Jachina oltre a vincere il Premio letterario internazionale “Giuseppe Tomasi di Lampedusa” si è aggiudicata anche il “Big Book Award”, il “Reader’s Award” e lo “Yasnaya Polyana”.
Eppure, il libro non è stato risparmiato dagli aspri commenti della critica letteraria russa. Secondo alcuni, dal racconto trapela immoralità, soprattutto là dove la protagonista tenta di riuscire ad amare l’assassino del marito. Secondo altri, invece, il romanzo del mondo tartaro e della Russia offre una visione distorta.
Gioacchino Lanza Tomasi sostiene che”Zuleika apre gli occhi” non è un libro politico, ma la storia di emancipazione di una donna, una storia che sa parlare agli uomini del passato e del presente. Penso che come per ogni libro di successo, anche per “Zuleika apre gli occhi”, sia piacevole poter conoscere e confrontare i differenti punti di vista, nel rispetto della libertà di pensiero di ciascuno. Ecco un buon motivo per invitare il lettore a leggere questo romanzo edito da Salani Editore di Firenze.
E’ vero che dal romanzo è stata creata una serie televisiva?
Sì è vero, “Zuleika apre gli occhi” è un romanzo di grande successo da cui è nata l’omonima serie televisiva russa di otto episodi, mandata in onda dal 13 Aprile 2020 dall’emittente televisiva russa Poccия 1 per la regia di Yegor Anashkin, la cui attrice protagonista è la bravissima Chulpan Khamatova, e di cui in maniera del tutto inedita segnalo ai lettori e agli amanti della lingua e della cultura russa l’adattamento televisivo disponibile su YouTube.