Premio Empedocle. Ecco le motivazioni

Sono stati consegnati ieri pomeriggio nei locali del Collegio dei Filippini i riconoscimenti del Premio Internazionale Empedocle per le scienze umane in memoria di Paolo Borsellino. Dopo l’introduzione del presidente dell’Accademia mons. Enrico Dal Covolo ed il saluto delle autorità intervenute, ha svolto un intervento la presidente onoraria della stessa Accademia prof. Assunta Gallo Afflitto.

Primo premiato è stato il cardinale mons. Cristòbal Lòpez Romero, arcivescovo di Rabat perché l’Accademia “riconosce – si legge tra l’altro nella motivazione –  nel suo generoso e fecondo ministero a favore della missione di dialogo e di fraternità a Rabat e oltre il segno del cammino irresistibile dell’intera umanità verso la piena comunione di tutti con tutti. E desidera conm semplicità ma con gtrande convinzione sostenerlo ed accompagnarlo con stima e riconoscenza, fadcendo proprie le sue parole proprio sul Mediterraneo, mare che fraternamente ci unisce ‘Mediterraneo, pace senza frontiere’”. Creato cardinale nel 2019 da Papa Francesco, ha ricoperto numerosi incarichi in Spagna, Anerica Latina e nello stesso Marocco, prodigandosi per agevolare il dialogo tra le religioni.

Il rettore dell’Università di Palermo prof. Massimo Midiri è stato premiato perché la commissione “ha voluto evidenziare la qualità del tratto umano e personale del prof. Midiri, sempre dimostratosi consapevole della valenza antropologica e solidale della profge4ssione medica, colto e generoso nell’esercizio della primaria funzione di docenza e nel diuturno rapporto con collaboratori e studenti, profondamente rispettoso delle istituzioni civili da lui servite con lealtà e profondo senso di responsabilità”.

Personalità di grande rilievo è il prof. Carlo Ossola, filosofo, scrittore, critico letterario, Accademico dei Lincei, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni di Dante. E’ stato premiato perché, si legge nella motivazione, “mentre in lui si uniscono  il rigore dello studioso di razza con l’apertura e le competenze del comparatista della tradizione culturale europea, sembra continuare una particolare tradizione della cultura italiana: quella di studiosi particolarmente vivaci e attenti che, senza minimizzare l’importanza della cultura cosiddetta accademica, sanno sporgersi oltre i suoi confini per dare un contributo non effimero alle grandi domande della società e della ricerca umana, trovando ispirazione e orientamento in quella grande tradizione della letteratura che è apertura verso l’infinito. O almeno di quell’infinito ‘possibile’ che Carlo Ossola ha scandagliato con inesauribile passione, competenza e afflato religioso, oggi così raro ed encomiabile”.

Tra i premiati anche la dott. Caterina Chinnici, figlia del giudice Rocco Chinnici., deputato al Parlamento europeo, perché “Per unanime riconoscimento si è distinta per elevatissima professionalità, formidabile impegno, serenità di giudizio e coraggio soprattutto operando nella drammatica realtà criminale di Gela, costituita anche da numerosi minorenni al servizio di boss spietati e feroci, al punto che proprio ad un minore fu affidato l’incarico di attentare alla sua vita.. Le enormi difficoltà incontrate e il gravissimi rischio corso in quella circostanza non influirono sulla sua convinzione che istruzione e lavoro costituiscono i più proficui e duraturi strumenti per inculcare il rispetto delle leggi e sottrarre tanti giovani alla sirena del malaffare”.

Il premio Empedocle è andato anche al giornalista Antonio Ferrari, scrittore ed editorialista del Corriere della Sera, “per l’instancabile e appassionato impegno profuso nel campo dell’informazione giornalistica, al servizio della verità e della Giustizia”.

Un riconoscimento anche la vedova dell’ambasciatore Luca Attanasio, ucciso in Congo, e presidente dell’Associazione Mama Sofia che opera per venire incontro ai soggetti bisognosi della Repubblica del Congo. E’ stata premiata “Per la grande forza d’animo, dimostrata in ogni momento della sua vita e dell’attività umanitaria, per la volontà ferma di perseguire i suoi principi ideali, per la scelta di riconoscere e farsi carico degli ultimi della terra”.

 

La serata si è conclusa con il musical “Omaggio a Dante. Viaggio nella Divina Commedia”, con la regia e la drammaturgia di Marco Savatteri.

Unico neo: le ridotte dimensioni della sala che ha ospitato la cerimonia di consegna e il musical, che avrebbero meritato maggiore spazio.