Porto Empedocle, per il Riesame “James Burgio sparò per uccidere”

Si attendeva la decisione del Tribunale del Riesame, che doveva decidere le sorti  di James Burgio, il giovane empedoclino di 25 anni fermato dalla polizia dopo un agguato avvenuto nell’area portuale di Porto Empedocle lo scorso 21 luglio, agguato nel quale fu  ferito ad una gamba un pescatore del posto, Angelo Marino, 30 anni, e la decisione è arrivata.

I giudici palermitani hanno accolto le istanze della Procura, nello specifico del pm Elena Manno, che si era rivolto al Tribunale contro la decisione del gip Stefano Zammuto che aveva escluso le due ipotesi di reato più gravi, cioè il tentato omicidio, derubricato, di fatto, il reato in lesioni aggravate. Ebbene, secondo il Riesame James Burgio avrebbe sparato per uccidere e non per ferire il pescatore e l’armatore, Riccardo Volpe, con cui aveva avuto in litigio sopra il peschereccio.

La Procura aveva depositato una nuova documentazione, tra cui i verbali degli interrogatori di un chirurgo e di un ortopedico. In pratica i medici che operarono la vittima della sparatoria. In sostanza i medici hanno detto che i colpi avrebbero potuto uccidere Marino.

James Burgio si trova attualmente recluso nel carcere di contrada Petrusa