Porto Empedocle, estorsioni con metodo mafioso: chiesti 12 anni carcere per imprenditore

Il sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo Federica La Chioma ha chiesto, al termine della requisitoria, la condanna a 12 anni di reclusione nei confronti di Antonino Gagliano, 51enne imprenditore edile empedoclino, accusato di due estorsioni ai danni del costruttore Carmelo Colletto.

La vicenda risale al 2012 nell’ambito della costruzione di alcuni alloggi che Colletto stava realizzando a Porto Empedocle e Siculiana. Secondo gli inquirenti Gagliano, attraverso alcune fatture relative alla fornitura di calcestruzzo ritenute “gonfiate”, avrebbe imposto il “pizzo” al costruttore. Prima della chiusura del dibattimento due testi della difesa avevano dichiarato che a causare l’aumento della fornitura del calcestruzzo fu la rottura di una pompa durante i lavori.

Antonino Gagliano è difeso dall’avvocato Calogero Meli. Il processo, che si celebra davanti la prima sezione penale del Tribunale di Agrigento presieduta da Alfonso Malato, riprenderà il 9 settembre per le arringhe della difesa e della parte civile.