Pensionato ucciso in campagna, chieste due condanne

Il pubblico ministero Sara Varazi, al termine della sua requisitoria, ha chiesto la condanna all’ergastolo per i raffadalesi Angelo D’Antona, trentaseienne, e 16 anni di reclusione per Antonino Mangione, quarantunenne, imputati per l’omicidio del pensionato Pasquale Mangione, assassinato in contrada “Modaccamo”, nelle campagne fra Raffadali e Cianciana, il 2 dicembre del 2011, con diversi colpi di pistola. Il processo con il rito abbreviato è in corso di svolgimento davanti al Gup del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto. La posizione del terzo imputato, Roberto Lampasona, 44 anni, di Santa Elisabetta, è stata stralciata perchè la Procura ha notificato, per un disguido, l’avviso di conclusione delle indagini a uno dei difensori, con la conseguenza che l’ordinanza di custodia cautelare in carcere era decaduta per scadenza dei termini.

Nelle settimane scorso sempre il magistrato della Procura agrigentina aveva chiesto l’archiviazione  a carico dell’imprenditore raffadalese Francesco Mangione, 48 anni, indagato con l’accusa di essere stato il mandante dell’omicidio del padre Pasquale. Era stato il collaborante Antonino Mangione, che avrebbe preso parte all’organizzazione dell’omicidio, ad accusare l’imprenditore: “Mi ha chiesto di organizzare l’omicidio del padre, perché andava in giro a molestare donne in paese. Mi diede 5mila euro che spartimmo con Roberto Lampasona, e Angelo D’Antona, altri 1.300 euro li pagò per acquistare la pistola”. Adesso sulla richiesta di archiviazione si dovrà pronunciare il giudice.

Per l’omicidio inizialmente era coinvolto anche il boss di Santa Elisabetta, Francesco Fragapane, con l’accusa di avere dato il benestare all’omicidio su richiesta di Lampasona.