Pensionamento, il discorso di commiato del direttore di Confcommercio Vincenzo Cipolla

Il testo del discorso di comminato del pensionamento di Vincenzo Cipolla:

Agrigento, 16 Ottobre 2019

Buonasera, buonasera a tutti,

Vi ringrazio per avere accettato l’invito, per essere qui questa sera ed avermi onorato con la Vostra presenza.

Ci tenevo tanto….. perché…. volevo ringraziarVi dell’affetto che avete sempre dimostrato nei miei confronti e per avermi dato la possibilità, oggi,  di  esprimerVi l’attaccamento che mi lega a Voi tutti.

E’ difficile per me, trovare le parole giuste.

Come mi capita di ripetere spesso in questi giorni, dico che “in Confcommercio non ci sono nato ma sicuramente ci sono cresciuto”.

40 anni e 4 mesi in questa Organizzazione  rappresentano il periodo più significativo della mia vita, sia dal punto di vista personale che lavorativo.

Come tante cose nella nostra vita, la mia presenza in Confcommercio Agrigento doveva essere un passaggio, un breve periodo, ma come accade di frequente diventano poi un aspetto definitivo.

Era il 1° giugno 1979, una vita fa……, quando iniziai questa mia attività nella sede di Via Picone, vicino all’Inps, lavorando per la metà delle ore giornaliere al Patronato Enasco (ora 50&PIU’) e per l’altra metà rientravo in Associazione, fino a quando, dopo un anno circa, l’allora Presidente Girolamo Giovanni Lattuca ha deciso che dovevo svolgere il mio ruolo interamente in Confcommercio.

Avere lavorato fin da subito anche nel Patronato è stato molto formativo, perchè mi ha dato la possibilità di conoscere tanti uffici ed avere una visione di insieme di tutto ciò che ruotava attorno ad una impresa ed al lavoro in generale. Dalla Camera di Commercio, all’Inps, all’Inail, all’Intendenza di Finanza – così si chiamava l’attuale Agenzia delle Entrate.

Il periodo degli anni 80’ è stato molto importante per i cambiamenti che sono avvenuti in pochissimo tempo, perché ha modificato tantissimo il modo di lavorare negli uffici e nel modo di vivere di tutti noi.

Il primo computer “Olivetti M24” ha fatto ingresso all’interno dell’Unione Commercianti di Agrigento, come veniva denominata la nostra Organizzazione, a seguito della riforma tributaria “Visentini –bis”  del 1983, poiché cambiava il sistema della tenuta della contabilità per tutte le imprese.

Quella riforma vide Confcommercio Agrigento svolgere un ruolo di primo piano nella nostra provincia, per avere tenuto in quasi tutti i comuni del nostro territorio tantissime assemblee serali e domenicali, per mettere a conoscenza gli associati delle novità apportate dalla nuova riforma.

Come dicevo il primo computer ha fatto ingresso nei nostri uffici perché allora vi era il servizio della tenuta della contabilità, un sistema informatico molto complesso, gestito dalla SEAC di Trento, con una serie di floppy disk da inserire e cambiare per specifiche attività.

Il servizio della tenuta della contabilità aveva come supervisore l’Avv. Antonino Giacalone, papà della nostra amica Paola Giacalone, attuale Presidente Provinciale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e nostra Presidente del Collegio dei Revisori.

Anni molto dinamici  e di cambiamento.

Nell’anno 1984 nasceva il “COFIDI” – il nostro Consorzio di Garanzia Fidi, fondato da 47 soci di Confcommercio Agrigento con una forte presenza di imprese dei comuni di Canicattì, Menfi, Ribera, Licata, Aragona e Agrigento. Questo Consorzio è stato uno dei primissimi in Sicilia, assieme a quello di Confcommercio Catania, ad ottenere il riconoscimento da parte dell’Assessorato Regionale, riconoscimento propedeutico per ottenere il contributo per rimborso degli interessi da parte della Regione. Infatti nell’anno 1988 la Regione versava nel conto del Consorzio i primi contributi per un importo complessivo di circa 400 milioni di lire da suddividere ai soci dello stesso consorzio. Alla fine dell’anno 1992  il Consorzio contava oltre 1.800 associati, mentre Confcommercio Agrigento vantava più di 6.200 associati in Contrin, il sistema di riscossione del contributo associativo attraverso l’INPS.

In quegli anni gli interessi passivi a carico delle imprese, sui conti correnti affidati, raggiunsero anche il 22% e tantissimi commercianti, artigiani e le imprese in generale,  si trovarono in condizioni difficilissime.

Ricordo di un commerciante che venuto in Confcommercio per cercare di risolvere un grosso problema di debito, purtroppo non essendo nelle condizioni di richiedere un finanziamento perché fortemente indebitato, andandosene diceva che avrebbe potuto commettere un atto estremo.

Quell’episodio mi segnò tanto e non potrò mai dimenticarlo.

Purtroppo per diversi motivi, nel giugno 1996 si arrivò al Commissariamento dell’Associazione che durò oltre 3 anni.  

Durante la mia permanenza in Confcommercio ho avuto modo di lavorare con diversi gruppi dirigenti che si sono avvicendati assieme ai relativi Presidenti: il Cav. Girolamo Giovanni Lattuca, Filippo Gandolfo, il Commissario Tullio Nunzi ed il Presidente Calogero Bellavia che ha consegnato il testimone all’attuale Presidente Francesco Picarella.

Stasera voglio ringraziarli tutti per il lavoro, l’impegno e l’operosità svolta con i relativi Consigli Direttivi. Hanno fatto si che questa Organizzazione potesse rappresentare, tutelare ed orientare le categorie del commercio, del turismo, dei servizi, dell’artigianato e delle professioni della nostra provincia che si sono identificati e si identificano in Confcommercio.

Grazie a tutti i Presidenti delle varie Federazioni di Categoria e delle Delegazioni Comunali della nostra Provincia con i propri gruppi direttivi. La loro dedizione, la perseveranza e la loro convinzione di poter migliorare le condizioni delle singole categorie e dei propri territori ha fatto si che la nostra Organizzazione sia stata molto presente e a contatto con le imprese del nostro territorio.

A tutti loro va dato il giusto riconoscimento per i sacrifici, per l’attaccamento, per la loro disponibilità, per  quanto hanno saputo dare, tralasciando spesso il lavoro nella propria impresa per cercare di tutelare le varie attività imprenditoriali al fine di poter far prosperare  il nostro territorio ed i loro concittadini.

Le Organizzazioni come la nostra, i cosiddetti “corpi intermedi”, sono indispensabili quale anello di congiunzione tra le istituzioni dello Stato, tutte le attività produttive del nostro Paese e la società civile. Formazioni sociali capaci di creare reti di interesse autonomo al di fuori dall’ambito statale, per poterne rappresentare al meglio i legittimi interessi al fine di trovare punti di equilibrio e capacità di sintesi.

Proprio in questi giorni Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato, in diverse occasioni, proprio l’importanza dei corpi intermedi.

Quindi non è vero che le Organizzazioni rappresentative del mondo del lavoro autonomo e  Sindacale, come dice qualcuno non sono indispensabili.

Il nostro logo, l’Aquila, ha radici nobili e antiche: discende dal simbolo dell’Arte dei Mercatanti o di Calimala, una delle Arti Maggiori tra le Corporazioni di Firenze, le cui prime notizie risalgono al 1150.

Le origini della parola Calimala sono incerte; si pensa che possa derivare dal latino callis malus, ovvero stradaccia, oppure dal greco kalòs mallòs, che significa bella lana. In effetti, le botteghe e i magazzini dei mercanti appartenenti alla corporazione si concentravano quasi tutti in questa antica strada di Firenze.

Gli associati a questa potente corporazione importavano le migliori materie prime, come la lana grezza proveniente dall’Inghilterra o dalla penisola iberica, le stoffe e i tessuti dalla Francia, preziosi, come perle, corallo, oro, argento e seta.

Organizzavano inoltre compagnie commerciali e aprirono diverse filiali e magazzini in molte città europee e nordafricane. Gli agenti dell’Arte di Calimala marchiavano le pezze acquistate sulle piazze estere con una sorta di codice a barre che indicava il Paese di provenienza e il prezzo pagato in moneta locale. Per il trasporto le confezionavano nella caratteristica forma di torsello, la balla di stoffe arrotolate che l’Aquila dei commercianti regge tra gli artigli.

Se sulle facciate dei palazzi e tra gli stemmi nobiliari di Firenze si trovano ancora a distanza di secoli evidenti tracce del simbolo storico dei mercanti, l’Aquila di Calimala è l’attualissimo logo scelto da Confcommercio. Il simbolo di una classe imprenditoriale vocata al commercio nella sua più ampia accezione, dalla conoscenza al servizio, dall’internazionalizzazione all’innovazione, alla responsabilità sociale. Caratteristiche, queste, che, nel tempo hanno fatto riconoscere nel simbolo dei mercanti fiorentini il ben più vasto settore degli operatori del commercio, del turismo, e dei servizi.

Il mio lavoro l’ho inteso come servizio agli altrisempre e per cercare di risolvere o perlomeno lenire i problemi che ogni impresa giornalmente e necessariamente deve affrontare.

Ho sempre creduto e credo nel lavoro di gruppo e per il gruppo.

I personalismi non mi sono mai piaciuti e non mi è mai piaciuto sgomitare in danno di qualcuno o di qualcosa.

La lealtà e l’amicizia sono valori a cui non potrò mai fare a meno.

Confcommercio Agrigento con i suoi associati mi ha dato tanto e stasera attraverso Voi li voglio ringraziare tutti, perché attraverso il lavoro in questa grande Organizzazione, hanno permesso  a me ed alla mia famiglia di vivere dignitosamente e consentirmi di poter dar loro ciò che si rendeva necessario.

Ho indossato la maglia di Confcommercio ed ho sempre cercato di onorarla; se qualcuno ne parla male è come se parlasse male della mia famiglia, così l’ho sempre inteso.

In questi giorni sto ricevendo tantissimi messaggi affettuosi che mi hanno veramente commosso, sia da tutti Voi, da semplici nostri associati, da dirigenti nazionali e regionali che mi hanno toccato veramente il cuore.

Grazie al Presidente Francesco Picarella, ai vice Presidenti Alfonso Valenza, Alberto Panarisi e a tutto il Consiglio Direttivo Provinciale.

Grazie a tutti i Presidenti delle Federazioni di Categoria e delle Delegazioni Comunali

Grazie a Gero Niesi ed a tutto il Gruppo dei Giovani Imprenditori

Grazie ai Colleghi del Patronato 50&PIU’: Luisa – Roberto ed il Direttore Claudio Iacono.

Grazie ai tanti colleghi di tutti questi anni in Confcommercio

Grazie al nostro addetto stampa Domenico Vecchio

Grazie ai colleghi Zina e Arianna

Grazie ed un grande in bocca al lupo a Carmelo Scutellà  Neo Direttore di Confcommercio Agrigento.

Grazie di cuore veramente  a tutti.

Vincenzo Cipolla