Panareddra cu ll’ova, la ricetta della tradizione pasquale

Panareddra cu ll’ova

Piatto principe della tradizione pasquale

La Pasqua si avvicina e con essa tutte le tradizioni (culinarie e non) che puntualmente, durante questo periodo, riaffiorano nelle menti dei grandi e anche dei piccini siciliani.

Oggi vi voglio parlare proprio dei “panareddra cu ll’ova” specialità tipica locale e del Sud Italia che simboleggia la fine del digiuno del periodo quaresimale e la resurrezione di Cristo.
Questa delizia è preparata con la pasta di pane e non con impasto dolce, a differenza di ciò che generalmente si trova sul web.
Anticamente, di fatto, si cucinava in questo modo in quanto non esistevano ancora uova di cioccolata o non era possibile permettersi di acquistare “dolci preziosi”.
Per questi motivi, nel periodo che precedeva la Pasqua, le donne di casa preparavano con dedizione cestini intrecciati di pasta (panaredda) che accoglievano l’uovo sodo: simbolo del ciclo della vita ( grazie alla sua forma ovale).

La tradizione dell’uovo pasquale risale a prima della nascita di Cristo.
Più di duemila anni fa, infatti, all’avvento della primavera i persiani si scambiavano uova di gallina in occasione del cambio di stagione poiché questi giorni rappresentavano l’inizio di un nuovo anno.

Con l’avvento del cristianesimo, queste usanze si fusero in ogni parte del mondo e l’uovo divenne il cardine dei quattro elementi fondamentali per la vita: acqua, aria, terra e fuoco.
L’uovo diventa così un simbolo di rinascita in quanto ogni essere vivente nasce da esso. 
Nell’antichità, non a caso, i giorno della resurrezione di Gesù veniva chiamata “Pasqua d’uovo” e si festeggiava con uova sode colorate e benedette in chiesa.

Da sempre fare i panareddra cu ll’ova rappresenta un vera e propria arte, un momento di condivisione e d’incontro.
Le donne e anche i bambini, partendo da una base di pasta di pane circolare, compongono questi cestini creando trecce o croci che accolgono le uova sode.
Terminato il confezionamento, i panareddra cu ll’ova si infornano e, una volta sfornati e raffreddati, si decorano con glassa di zucchero e diavolina.

Queste prelibatezze tradizionali vengono chiamate in modi diversi, secondo il paese di provenienza:
a Trapani – “campanaru”
a Catania e provincia – “cuddura cù l’ova”
in altri città – “palummedda”
Qualsiasi sia il nome di queste storiche specialità, i panareddra cu ll’ova rappresentano una tradizione che deve continuare a essere tramandata!
Buona Pasqua a tutti!

A cura di www.go-sicily.it – Annalisa Pompeo

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