Padre Gioacchino da beatificare Un libro per Papa Francesco

Singolare gesto del presidente dell’Aido di Canicattì, Rino Bancheri, che durante l’udienza del Papa dedicata al mondo del volontariato, si è avvicinato a Bergoglio e gli ha consegnato un libro sulla vita del frate cappuccino, Padre Gioacchino La Lomia, nato ricco, morto povero e vissuto in Santità. Ed è appunto la beatificazione, attesa da anni, di Padre Gioacchino, nominato Venerabile da Papa Giovanni Paolo secondo il 23 aprile del 2002 che Bancheri ha chiesto al Pontefice.

Al libro ha allegato infatti una pergamena con questa frase: «Nel giorno dedicato al dono, a nome mio e della mia Canicattì, le dono la storia della vita di Padre Gioacchino La Lomia. Santità le chiedo umilmente un dono: sciolga i lacci in terra e dia al nostro Santo la gloria del paradiso che merita». Un forte atto d’amore nei confronti di Padre Gioacchino a cui Bancheri, ma anche tutta la città di Canicattì sono devoti. «Ho fatto questo gesto semplice – ha detto Bancheri – perché Padre Gioacchino merita davvero di essere proclamato Santo». In realtà il frate cappuccino della famiglia La Lomia, molto influente a Canicattì, per i canicattinesi e per i tantissimi fedeli devoti, è già Santo. Manca solo la proclamazione ufficiale della chiesa, che come detto, nel 2002, nella sala Clementina dei Palazzo Apostolici, dichiarò Venerabile Padre Gioacchino. Sono passati 17 anni da quell’evento e nel frattempo la causa di beatificazione non è rimasta ferma. Si attendono gli esiti del miracolo compiuto per intercessione di Padre Gioacchino.

Un quarantenne residente in Francia, ma di origini siciliane, dice di essere guarito da una rarissima ed incurabile malattia al fegato. Una guarigione che per i medici ha del prodigioso, dell’inspiegabile scientificamente. Infatti, erano stati loro stessi a richiamare l’uomo, affinché, al più presto potesse sottoporsi ad un delicatissimo intervento chirurgico del quale però non c’è stato bisogno. Le analisi al quale si è sottoposto, prima dell’operazione chirurgica, hanno evidenziato come la sua malattia fosse del tutto scomparsa. Il quarantenne, prima di questa scoperta, era stato ospite a Canicattì da alcuni suoi parenti. Nei giorni di permanenza in città, si era recato ogni mattina a pregare ai piedi della tomba dove riposa Padre Gioacchino La Lomia chiedendo la sua intercessione per guarire dal male di cui era affetto.

Ed alla fine la scoperta che ha lasciato i medici al momento senza una spiegazione scientifica. I frati Cappuccini hanno provveduto a farla esaminare da due equipe di specialisti. Padre Massimiliano Novembre, il superiore guardiano del santuario della Madonna della Rocca, dove sono custodite le spoglie mortali del Venerabile Gioacchino La Lomia, è volato a Roma per consegnare al Postulatore generale della Congregazione per le cause di beatificazione la documentazione di un presunto miracolo che possa essere quello che apre la strada alla Santificazione