Centinaia di studenti delle classi quinte degli istituti del comprensorio si sono dati appuntamento al Polo Territoriale Universitario di Agrigento per una giornata di Open Day dedicata alla scoperta dell’offerta formativa. Un momento di confronto diretto, tra curiosità, aspettative e decisioni che iniziano a prendere forma.
A tracciare il quadro è il presidente del Polo, Giovanni Francesco Tuzzolino, che rivendica la crescita dell’università agrigentina e rilancia con una novità significativa:
«Questa offerta formativa cresce, infatti c’è il nuovo corso di laurea magistrale in Architettura. Ma voglio ricordare che abbiamo ben otto corsi di laurea triennali e tre corsi di laurea magistrali, tra cui uno a ciclo unico, quello in Scienze della formazione primaria, e i due biennali in Educazione al patrimonio e Architettura».
Un sistema che si arricchisce anche con percorsi di alta formazione:
«C’è un corso molto importante, la scuola di specializzazione in Archeologia, e in più il master in Economia partito a gennaio. È un polo sempre in crescita: abbiamo più di 1200 studenti, quasi 1300, e rispetto a quando mi sono insediato c’è stato un incremento del 44% degli iscritti».
Tra gli studenti si respira un clima fatto di incertezze e scelte già maturate. C’è chi guarda già lontano:
«Penso di fare Medicina», racconta una studentessa del Liceo Empedocle, lasciando però aperta la possibilità di restare.
E chi invece ha deciso di andare via: «Farò Giurisprudenza, ma a Palermo. Più che altro per uscire dall’ambiente adolescenziale».
Non mancano i dubbi, tipici di una fase di passaggio:
«Sono ancora indecisa, ma penso che oggi mi chiarirò le idee», spiega un’altra studentessa, divisa tra Infermieristica ed Economia.
E c’è anche chi sottolinea i margini di crescita: «L’università di Agrigento ha fatto passi importanti, ma deve ancora evolversi per trattenere i giovani».
Tra chi sogna professioni sanitarie e chi guarda ad altri percorsi, emerge un dato chiaro: la scelta universitaria resta un crocevia decisivo, in bilico tra radici e desiderio di nuove esperienze.
A chiudere è il presidente del Consorzio Universitario Empedocle, Giovanni Perino, che rilancia il valore strategico della formazione sul territorio:
«Dobbiamo investire sul capitale umano. Avendo qui una buona offerta formativa, non vediamo il motivo per cui dobbiamo disperdere questo capitale e far andare questi ragazzi fuori».
E poi una metafora che sintetizza il senso del percorso intrapreso:
«Rinnoviamo una promessa di matrimonio tra l’Università di Palermo e il Consorzio, tra la didattica e la logistica. Dobbiamo lavorare insieme per far sì che questi ragazzi si trovino bene e possano costruire qui il loro futuro».
Un obiettivo chiaro: trasformare l’università in una scelta possibile, concreta, radicata ad Agrigento.
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