Omicidio di Marco Vinci, ci sono altre versioni dei fatti : tutto è cominciato in pub

C’è chi dice che i due si siano azzuffati dandosele di santa ragione, prima dell’accoltellamento, altre voci, invece, parlano di un Lodato cacciato “malamente” dal locale mentre era in compagnia della fidanzata e tornato per la vendetta. Di certo vi è la testimonianza di una donna riportata dai un quotidiano che dice: “Marco era per terra insanguinato ho preso una sciarpa dall’auto per tamponare la ferita ma il sangue era inarrestabile”. Insomma tanti i punti ancora da chiarire. Al pm di turno che lo ha sentito Lodato si è limitato a dire: “Mi ha provocato e ho reagito”. Le indagini, dunque, vanno avanti, e la Procura di Agrigento, ha disposto in tal senso un’autopsia che verrà probabilmente eseguita oggi stesso.

E’ attesa per oggi ,  davanti, al Gup del Tribunale di Agrigento, anche l’udienza di convalida di Daniele Lodato, l’uomo di 36 anni, di Canicattì accusato di essere l’assassino di Marco Vinci, il 22enne morto sabato scorso ucciso a coltellate. L’interrogatorio potrebbe essere utile alla ricostruzione della dinamica dei fatti. In queste ultime ore, infatti, numerose versione su quanto avvenuto quella maledetta notte nei pressi di Piazza San Domenico.

Da una prima ricostruzione pare che la lite sia scaturita da un apprezzamento, poco gradito, rivolto dal lodato ad una donna di 38 anni, insegnante, che ha originato l’intervento di Vinci a difesa di quest’ultima. Da una parola all’altra ne è nata una lite che in un primo momento pareva sedata. Poi, secondo alcuni, Lodato è andato via ed ritornato, circa mezz’ora dopo, con un coltello da cucina con il quale avrebbe colpito Vinci, coltello che è stato ritrovato dai Carabinieri e che aveva una lunghezza complessiva di 36 centimetri. Vinci e’ stato colpito da alcuni fendenti allo stomaco ed e’ deceduto durante il trasferimento in ospedale.

I militari dell’Arma hanno sentito diverse persone e le versioni paiono essere diverse.