Omicidio c/da San Benedetto: sulla vittima anche una condanna per estorsione

Una questione di soldi alla base dell’omicidio di Contrada San Benedetto. Riggio doveva soldi a Mattina e quest’ultimo, secondo quanto confessato dall’omicida, lo minacciava in modo pressante. Alle spalle dei due “soci” storie diverse.  Nel 2010 Giuseppe Mattina, era stato arrestato con l’accusa di estorsione nei confronti di un avvocato di Favara. Una vicenda poco chiara dove il professionista, intermediario in una storia di un furto d’auto, avrebbe trattenuto alcune somme di denaro dovute al Mattina che avrebbe iniziato per questo a minacciarlo. L’avvocato si rivolse ai carabinieri che intercettarono il meccanico che finì per essere denunciato e poi arrestato. Successivamente Mattina, tramite i suoi avvocati, chiese il patteggiamento a tre anni, concessogli dal Tribunale di Agrigento, e ottenne anche gli arresti domiciliari da dove in un’occasione sarebbe evaso tanto da essere stato denunciato per il fatto. Negli ultimi anni Mattina però aveva rigato dritto, nessun episodio lo aveva visto protagonista, se non nell’ultimo, dove ha trovato la morte, ucciso a coltellate.

Riggio: padre di una bimba, licenziato da poco, sognava di aprire un’officina. 

Riggio, invece si era trasferito a Favara dove avrebbe dovuto aprire un’officina meccanica proprio con Giuseppe Mattina. Nato a Palermo, 29enne, padre di una bambina nata poche settimane fa e legato ad una giovane con la quale però non era sposato. Lavorava come meccanico ad Agrigento, dove da poco era stato licenziato . Da qui la decisione di mettersi in proprio e aprire un’officina meccanica in società con Giuseppe Mattina. Un po’ diversa la versione della moglie dell’uomo assassinato che ha dichiarato che il marito avrebbe dovuto assumerlo come dipendente. Sembra che Riggio avesse avuto qualche piccolo problema con la giustizia in passato.

Nella notte tra venerdì e sabato la tragedia. I due litigavano da un pò. La stessa sera, si erano incontrati in un bar, dove ancora una volta i toni si erano fatti alti.  La questione era sempre la stessa, soldi. Così i due si sono spostati nel garage dove è stato consumato l’omicidio. Riggio, ha martoriato di coltellate Mattina, colpendolo pure alle spalle, poi ha provato a trascinare il corpo dell’uomo, cercando di occultarlo dietro un pilastro.  A testimoniarlo le tracce di sangue trovate all’interno del magazzino. Una lunga scia e una grande chiazza. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia scientifica. Gli investigatori hanno ascoltato la confessione di Riggio e sentito altre persone vicine alla vittima. Saranno gli inquirenti che dovranno ricostruire l’esatta dinamica di quanto avvenuto nel garage in contrada San Benedetto, nella zona industriale di AgrigentoVIDEO/FOTO