Non ci siamo di nuovo

Il messaggio che viene trasmesso oggi è solo quello delle mascherine, del metro di distanza e delle mani lavate. Tutto vero, ma non basta. Un altro messaggio importantissimo, forse il più importante, è che il virus viaggia con le persone. Ha viaggiato dalla Cina e sta viaggiando in Italia. E la trasmissione al Sud è arrivata proprio grazie a questi viaggi. Insegnanti, professionisti, studenti, operai. 

Tutti questi conterranei, appena chiusi gli uffici, le scuole, le fabbriche per evitare la diffusione della malattia cosa stanno facendo? Scendono al Sud. E quando scendono cosa fanno? Fanno festa con amici e parenti, vanno a trovare i nonni, i genitori, i suoceri. Le conseguenze della prima ondata di arrivi dal Nord la stiamo vedendo 15 giorni dopo, con centinaia di contagiati e anche i primi morti. Ora una seconda ondata. Il Governo controlla il Nord ma non sta curando il Sud. 

Fermiamo l’esodo.

Ci dispiace per quelli che vorrebbero tornare. Ma si debbono rendere conto che vengono a infettare i loro congiunti, i loro cari. Che mettono a rischio l’intera popolazione. Facciano anche loro un sacrificio. Ritornino nella residenza dove lavorano e aspettino il completamento della quarantena. 

Tutti stiamo facendo dei sacrifici. 

Li facciano anche loro. Altrimenti l’essere rimasti in casa in queste due settimane non sarà servito a niente se facciamo arrivare una nuova ondata di potenziali portatori di Coronavirus. Bene sta facendo il presidente Musumeci a bloccare l’accesso sull’Isola ed è giusto schierare l’esercito se occorre. Dobbiamo essere tutti intelligenti e prudenti. E se qualcuno non vuole farlo, allora meglio fermarlo.

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