Nave Diciotti al porto di Catania con mille migranti: 4 donne incinte trasferite a Lampedusa

E’ arrivata nel porto di Catania la nave Diciotti della Guardia costiera con a bordo 932 migranti salvati durante sette operazioni di soccorso al largo della Liba. Nell’imbarcazione ci sono anche due cadaveri recuperati duranti gli interventi di salvataggio. Cinque dei migranti, quattro donne incinte e un minorenne, sono stati già trasferiti in ospedali siciliani di Agrigento e Palermo con elicotteri del 118, dopo un primo trasbordo a Lampedusa.

Hanno gli occhi lucidi e lo sguardo sofferente di chi ha dovuto assistere e subire violenze di ogni genere. Un’esistenza spezzata a metà: da una parte gli affetti che hanno dovuto lasciare in Africa, dall’altra le persone che volevano raggiungere in Europa. Per inseguire questo “miraggio” hanno viaggiato per anni, attraversando prima il deserto e poi il mare. Fiore Kenfa, una giovane eritrea di 24 anni, e Fassiuta Giomande, una donna ivoriana di 41, adesso sono ricoverate nel reparto di Ostetricia dell’ospedale Civico di Palermo.

Le loro condizioni di salute erano “a rischio”, adesso la situazione – assicurano i sanitari – è “sotto controllo”. Quando sono arrivate in ospedale avevano solo un braccialetto al polso con un numero per identificarle, la 200 e la 906. Per conoscere il loro nome e cognome è stato necessario l’intervento di un mediatore culturale. Tra qualche giorno le due donne partoriranno i figli che hanno portato in grembo in questi mesi verso una vita migliore.

Sul molo è pronto il personale per lo sbarco e sono presenti anche investigatori della squadra mobile della Questura delegati dalla Procura distrettuale di Catania a svolgere le indagini del caso.  Stanno in silenzio, quasi increduli che il loro ‘viaggio delle speranza’ abbia avuto approdo in un porto sicuro italiano. Dal ponte di nave Diciotti della guardia di finanza i 932 migranti guardano con curiosità il molo di Catania e i soccorritori, giornalisti, cameraman e fotografi che lo affollano con, nello sfondo, la mole imponente dell’Etna. Sono quasi tutti eritrei, molte famiglie con bambini. Una donna si affaccia e parlando con i cronisti dice: ” siamo sulla nave da tre giorni, oggi sono molto contenta: viva l’Italia”.