Naufraga la candidatura a sindaco di Antonio Calma

Naufraga la candidatura a sindaco di Antonio Calma.  Al possibile candidato sono bastati appena 5 giorni in città per cambiare idea.

Appena è uscito allo scoperto annunciando la sua volontà di scendere in campo come candidato sindaco, il sessantenne di professione componente della commissione tributaria della sua città di residenza, ha rimediato una stroncatura fulminante da parte delle varie anime del partito. Polemiche e scontri, utili a condire l’irreversibile altolà. 

“Il M5S – ammette Calma – ad Agrigento è tutt’altro che organizzato. Mi era stato chiesto di occuparmi di tutto, secondo loro avrei dovuto sbrigare tutte le pratiche per redigere la lista, valutare i profili ed andare avanti. A queste condizioni  – dice Calma – ho deciso di rinunciare al mio impegno politico a servizio della città”. 

«M5S – dice Antonio Calma – è t utt’alt ro che organizzato, manca un leader, si parla tanto ma nessuno ar- riva mai alle conclusioni. Per non parlare della piattaforma Rousseau, un sistema farraginoso utile solo a complicare tutto. A queste condizio- ni faccio dietrofront perché mi accor- go che non ci sono le condizioni».