Moncada Energy interviene sulla vicenda del biodigestore di Sciacca

“Gentile Sindaco, nelle ultime due settimane la scrivente società è stata oggetto di un’incomprensibile campagna denigratoria; incomprensibile poiché l’unica responsabile ascrivibile alla stessa è quella di voler proseguire un’attività imprenditoriale nel territorio di Sciacca in un stabilimento produttivo esistente sin dal 1984”. Comincia così una lunga lettera inviata dalla My Ethanol Srl – società che fa capo al gruppo Moncada Energy – al sindaco di Sciacca Francesca Valenti in merito alle polemiche al progetto di distilleria – biodigestore nell’ex stabilimento enologico Kronion.

Ecco la lettera integrale inviata per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di Sciacca

Il gruppo imprenditoriale ritiene di essere stato oggetto di una campagna denigratoria solo per voler proseguire un’attività, a Sciacca, in uno stabilimento produttivo esistente fin dal 1984. L’azienda ritiene comprensibile che i cittadini saccensi si siano potuti allarmare ma crede che ciò sia dovuto non tanto all’iniziativa imprenditoriale in sé ma a causa dei mancati chiarimenti e delle erronee informazioni allarmistiche che l’ente avrebbe rilasciato, che di fatto, secondo il gruppo Moncada, “avrebbero strumentalizzato la collettività. Forse tale atteggiamento – si legge nella nota della My Ethanol – è derivante dall’abitudine degli amministratori di trattare, spesso, direttamente e politicamente con gli imprenditori.

Purtroppo il Gruppo Moncada – si legge ancora nella nota – non opera secondo tali orientamenti e si limita a rispettare pedissequamente le procedure secondo quanto stabilito dalla normativa vigente.” Moncada ritiene che, per la costruzione e l’esercizio di biodigestori anaerobici fino a 500 standard metri cubi/ora, si applichi una procedura abilitativa semplificata e, pertanto, non si ravvisino motivazioni per cui l’azienda dovesse recarsi al comune di Sciacca a discutere del progetto. L’azienda empedoclina, poi, fa un particolare riferimento all’avvio, da parte del Sindaco Valenti, di una verifica urbanistica dello stabilimento ex Kronion di contrada Scunchipani a Sciacca.

A seguito di ciò, il comando della polizia municipale di Sciacca ha chiesto al Gruppo Moncada di potere avere accesso allo stabilimento. Per l’imprenditore si tratterebbe di una vera e propria “caccia al reato”, “di un abuso che si sta svolgendo in esecuzione di un disegno persecutorio ampio che le autorità competenti valuteranno sotto il profilo dell’illiceità”. Nonostante ciò, la My Ethanol srl, lunedì 18 marzo, alle ore 10.00, come richiesto, consentirà l’accesso agli impianti e “non ritenendo limpida la situazione che si sta delineando, procederà a richiedere l’intervento dell’Arma dei Carabinieri e solamente alla loro presenza consentirà l’accesso allo stabilimento.” Inoltre, “onde evitare che il Sindaco non sia a conoscenza della documentazione presente negli uffici tecnici e alimenti contestualmente i timori degli abitanti del comune di Sciacca”, viene comunicato che oggi è stata presentata la procedura abilitativa semplificata per la realizzazione del biodigestore.

In questo modo, eventualmente, il comune avrà 30 giorni di tempo per contestare le circostanze indicate nella stessa “e non altre situazioni puramente strumentali”. Nell’ultima parte della lunga lettera, Moncada non rinuncia ad una stoccata finale: il gruppo sostiene di avere avuto notizia informale che è in corso la progettazione di un altro biodigestore, sul territorio di Sciacca, da parte di una società partecipata dallo stesso Comune, che, diversamente da quello di contrada Scunchipani, prevede di trattare rifiuti urbani. Ebbene, l’azienda annuncia al Sindaco Valenti di aver richiesto l’accesso agli atti “per verificare se sussiste una disparità di trattamento e richiedere un accertamento delle competenti autorità”.

Da parte sua, il Sindaco di Sciacca, Francesca Valenti, proprio ieri, ha incontrato Francesca Livreri, del Dipartimento di Energia, Ingegneria dell’Informazione e Modelli Matematici dell’Università di Palermo, chiamata a sostenere le tesi dell’ente in questa difficile disputa. La docente universitaria ha dato la disponibilità di massima della struttura universitaria in cui opera a fornire la collaborazione richiesta. Al comune stanno già lavorando per definire gli atti amministrativi con cui affidare l’incarico.