Minacce di morte ai poliziotti, e richieste di soldi a commercianti: 32enne in carcere

Prima le tantissime estorsioni a titolari, e gestori di esercizi commerciali, con richieste da 10, talvolta 20 e 30 euro, poi le gravissime minacce ad appartenenti delle forze dell’ordine, soprattutto ai poliziotti del Commissariato che voleva far saltare in aria, ed infine negli ultimi giorni coinvolto in un’escalation di episodi incresciosi, per cui è stato arrestato una prima volta, successivamente posto i domiciliari, e adesso nuovamente ammanettato, e rinchiuso in carcere. Protagonista un trentaduenne di Canicattì. Solo uno però il commerciante che esasperato ha collaborato con le indagini della polizia, che è riuscita, di fatto, ad acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo.

“Una persona pericolosa – ha detto il commissario capo Francesco Sammartino, nel corso della conferenza stampa -. Spero che sia l’alba di un giorno nuovo. Spero che la gente e gli esercenti di Canicattì possano iniziare a collaborare con le forze dell’ordine. Un ringraziamento particolare va al capitano dei carabinieri, e a quello della guardia di finanza”.

Il trentaduenne, nei giorni scorsi, in un distributore di carburanti nella zona della stazione ferroviaria, aveva fatto scoppiare il caos, dove ha minacciato poliziotti e carabinieri, ha rapinato una donna, e causato diversi danni. Dopo alcuni giorni trascorsi in cella, era tornato a casa ai domiciliari, e in quattro giorni ne ha combinate di cotte e di crude, minacciando anche il suicidio. E’ arrivato dunque l’aggravamento della misura cautelare e, durante la perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di un coltellaccio che non avrebbe potuto detenere.

“Quando i poliziotti hanno subito pesantissime minacce, carabinieri e finanzieri non si sono risparmiati a collaborare con la polizia – ha aggiunto Sammartino -. Non abbiamo ricevuto però nessun attestato di stima dalle autorità civili e dai cittadini. Gli unici che ci siamo trovati accanto sono stati gli altri componenti delle forze dell’ordine. A Canicattì, lo Stato è presente. Sono state più di 15 le misure di prevenzione (fogli di via e avvisi orali) firmate dal questore, su proposta degli agenti di Canicattì, e già notificate ad altrettante persone pericolose. Ma c’è tanta altra ‘carne al fuoco’. Dalle indagini sui continui furti di autovetture che, poi, senza neanche il ‘cavallo di ritorno’, vengono ritrovate, ai continui danneggiamenti di vigneti”.