Agrigento, logge massoniche e trasparenza: interrogazione urgente di Ismaele La Vardera
Un tema che torna ciclicamente nel dibattito pubblico agrigentino, ma che stavolta irrompe con forza nel pieno della campagna elettorale. La trasparenza sull’eventuale appartenenza a logge massoniche da parte dei candidati alle amministrative finisce al centro di un’interrogazione parlamentare urgente presentata dall’onorevole Ismaele La Vardera.
L’atto è indirizzato al Presidente della Regione Siciliana e all’Assessore regionale alle Autonomie locali, con l’obiettivo di chiarire se e come si intenda intervenire su un tema che incrocia legalità , etica pubblica e fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Nel documento, La Vardera richiama alcune dichiarazioni pubbliche che farebbero riferimento a presunte appartenenze a contesti massonici da parte del candidato sindaco del centrodestra, Dino Alonge, citando in particolare quanto sarebbe emerso da dichiarazioni del collaboratore di giustizia Tuzzolino. Un passaggio delicato, che si inserisce in un contesto territoriale già segnato, negli anni, da vicende legate alla cosiddetta “massoneria deviata” e ai possibili intrecci con ambienti della criminalità organizzata.
L’interrogazione sottolinea inoltre come recenti fatti di cronaca, anche nell’area di Favara, abbiano riacceso l’attenzione sulla presenza di soggetti legati a contesti criminali all’interno di logge massoniche, alimentando un clima di preoccupazione e richiesta di maggiore chiarezza.
Da qui la richiesta precisa alla Regione: valutare l’introduzione di norme che estendano anche ai candidati alle elezioni amministrative l’obbligo di dichiarare eventuali appartenenze – presenti o passate – a logge massoniche o associazioni similari. Un modello già adottato in Sicilia per i deputati regionali, su impulso dell’allora presidente della Commissione antimafia Claudio Fava.
Nel merito, La Vardera chiede anche se siano previsti strumenti di monitoraggio e prevenzione per garantire maggiore trasparenza nei processi elettorali locali, oltre a linee guida rivolte agli enti locali per rafforzare i controlli su possibili conflitti di interesse o appartenenze associative rilevanti.
Il nodo, politico prima ancora che normativo, resta quello della fiducia. In territori complessi come quello agrigentino, la piena conoscibilità dei percorsi e delle eventuali appartenenze di chi si candida a governare diventa – secondo l’interrogante – un elemento centrale per assicurare trasparenza e indipendenza dell’azione amministrativa.
L’interrogazione è stata presentata con richiesta di risposta urgente. Un segnale chiaro: il tema è destinato a entrare con forza nel confronto elettorale, aprendo un fronte che va oltre le alleanze e tocca direttamente il rapporto tra politica, legalità e opinione pubblica.
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