Mariagrazia Brandara: “Il mio dolore personale sarà una battaglia pubblica”

Mariagrazia Brandara ha mostrato viva preoccupazione per l’escalation di morti nella zona di Naro e dintorni per cause tumorali. Ha perso, per lo stesso motivo, due fratelli e dopo ciò vuole con forza ancor di più che si faccia luce sulle responsabilità di tutte queste morti.
Già nel 2011, la Brandara aveva posto all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni, la sua preoccupazione dopo le ripetute lamentele degli abitanti della zona per la dubbia provenienza dei rifiuti conferiti presso la discarica Principe di Camastra, dove l’aria era ammorbata e sulla cui sicurezza, in termini di ricaduta sulla salute, molti erano i dubbi.

Bisogna con forza chiedersi a questo punto– dichiara l’ex Sindaco di Naro- perché stia accadendo tutto questo, per quale motivo la salute e la vita di tanta gente, venga minata e erosa giorno dopo giorno, se e quali siano le responsabilità e di chi, quali interessi possano ruotare intorno a questa strage subdola e silenziosa. E se è vero come è vero che esiste una emergenza, è anche vero che ci sono zone dove l’incidenza è maggiore, proprio a causa di agenti tossici presenti in quell’ habitat. Bisogna che ci si interroghi responsabilmente su quanto biechi interessi economici, possano incidere su quelle vite minate dal profitto, in dispregio del bene più prezioso, la vita”.

La preoccupazione della Brandara, attuale commissario straordinario dell’Irsap, è che dietro le cause di tanti morti, possano celarsi trame e interessi economici. Ha voluto trasformare il suo dolore in “battaglia pubblica per la salute“, anche se qualcuno, come lei afferma, le “rema contro”.

Sui social ha reso pubblico il suo sfogo: “Non permetterò a nessuno di voler strumentalizzare il mio impegno che ha trasformato un dolore personale in battaglia pubblica. Non farò sconti a nessuno, per quel che posso impegnerò gran parte del mio tempo a cercare di dare risposte ai miei perché, a coinvolgere tutti coloro che vogliono condividere questa battaglia per capire perchè tutte queste morti di cancro. Purtroppo internet ci sta abituando a leggere i tanti soloni – spesso coperti vigliaccamente da anonimato- che sputano giudizi e sentenze senza nulla sapere del vissuto delle persone. Comunque state sereni, niente e nessuno potrà farmi indietreggiare da questa battaglia di civiltà e vita, uniti per avere risposte“.

Dunque, si rende disponibile ad organizzare un confronto, per capire se dietro tutto questo ci siano speculazioni e intervenire con dati alla mano. Una tavola rotonda, a cui invitare esperti e amministratori per fare-come lei stessa dichiara- “uno screening, capire quanto, in una particolare zona, inquinanti chimici, cause ambientali, e predisposizioni genetiche siano responsabili della patologia del secolo”. Pretende di fare qualcosa che vada al di là del registro tumori, che se ne serva e che, attraverso gli elementi catalogati nello stesso, intervenga sul territorio per un atto di prevenzione e di tutela.