Manomettono impianto antinquinamento, accertati e sanzionati quindici casi

Sono in costante aumento i casi in provincia di Agrigento di veicoli pesanti, che durante il controllo degli equipaggi della polizia Stradale vengono ritrovati con la manomissione dell’impianto antinquinamento, e l’illecita installazione di un dispositivo elettronico di emulazione, che consenta al proprietario del veicolo di eludere la normativa europea, risparmiando sul costo dell’additivo “AdBlue”, idoneo a limitare al massimo le emissioni di biossido d’azoto del motori diesel.

Soltanto nel mese di novembre sono ben 15 i casi accertati e sanzionati dagli agenti della sezione polizia Stradale di Agrigento, coordinati dal comandante Andrea Giuseppe Morreale. Ricordiamo che all’apparenza i predetti veicoli rispettano la normativa vigente, ma di fatto questa viene totalmente elusa in quanto, tramite la centralina elettronica abusivamente apposta, viene inibito il funzionamento di miscelazione dell’additivo AdBlue, oggi obbligatorio, provocando emissioni dei gas di scarico ben oltre la soglia consentita a livello europeo.

A seguito del ritrovamento dei vari congegni, diversi tra loro ma tutti adeguati alla finalità di cui sopra, i vari conducenti sono stati sanzionati per delle violazioni del Codice della Strada (alterazione delle caratteristiche tecniche costruttive del veicolo; emissioni inquinanti non conformi; inefficienza del dispositivo diagnostico di bordo del veicolo), per un totale di circa 600 euro ciascuno.

Il dispositivo elettronico viene di volta in volta rimosso e sequestrato, mentre la carta di circolazione del veicolo viene ritirata. Il mezzo pesante per poter nuovamente circolare dovrà essere sottoposto a visita di revisione presso la Motorizzazione Civile, dopo il ripristino della regolarità dell’impianto antinquinamento.