Il Codacons di Agrigento diffida Aica, Comune, Ati Idrico Ag9, assessorato regionale Territorio e ambiente e genio civile a garantire entro 15 giorni un rifornimento minimo vitale di acqua potabile ai residenti della zona Maddalusa e a rivedere le disposizioni che impediscono l’accesso all’acqua attraverso le autobotti. L’avvocato Pier Luigi Cappello, presidente provinciale del Codacons, ha inviato oggi una diffida formale agli enti competenti denunciando la violazione dei diritti fondamentali dei consumatori e profili di sicurezza pubblica. Secondo quanto esposto dall’associazione dei consumatori, la crisi nasce da un cortocircuito gestionale e burocratico.
Nelle zone prive di rete idrica l’approvvigionamento deve avvenire tramite autobotti private, che hanno l’obbligo di rifornirsi esclusivamente presso i punti di prelievo di Aica. Tuttavia, il gestore subordina l’erogazione alla stipula di un normale contratto di fornitura. Per gli abitanti di Maddalusa questo passaggio è impossibile: gli immobili, pur essendo regolarmente accatastati e gravati dai tributi comunali, ricadono nella zona A di inedificabilità assoluta del Parco Archeologico.
Di conseguenza, l’azienda idrica nega la stipula del contratto e blocca l’invio delle autobotti, impedendo di fatto qualsiasi forma di acquisto legale dell’acqua. A questa problematica si aggiungono i ritardi strutturali del servizio. La turnazione imposta da Aica costringe i cittadini delle aree non servite ad attendere diverse settimane tra la richiesta e l’effettiva consegna del carico. Il Codacons sottolinea che la mancanza prolungata di acqua potabile crea gravi rischi igienico-sanitari e pesanti disagi alle famiglie, in particolare ai nuclei con anziani, minori e disabili.
Inoltre, viene contestato l’uso del servizio idrico come strumento indiretto di repressione degli illeciti edilizi, ricordando che presso il Comune di Agrigento pendono da oltre 40 anni le domande di sanatori per le quali i cittadini hanno già versato gli oneri dovuti, senza mai ricevere una risposta definitiva. Nella diffida, l’avvocato Cappello richiede l’intervento del prefetto di Agrigento e del presidente della Regione Siciliana per valutare i rischi legati all’ordine pubblico e alla salute collettiva.
Il Codacons chiede la revoca immediata del divieto assoluto di fornitura di acqua con autobotte alle abitazioni della zona Maddalusa, consentendo il rifornimento anche in assenza di contratto ordinario, almeno nella misura necessaria a garantire un rifornimento minimo vitale per uso domestico e igienico.
L’associazione chiede inoltre la riorganizzazione del servizio di rifornimento tramite autobotte con criteri di priorità per nuclei familiari con minori, anziani, disabili o soggetti affetti da patologie, meccanismi trasparenti di prenotazione e assegnazione dei turni e controlli idonei sulla qualità dell’acqua distribuita. Gli enti diffidati hanno ora 15 giorni di tempo per fornire un riscontro scritto. In caso di mancata risposta, il Codacons ha già preannunciato il ricorso al Tribunale amministrativo regionale.
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