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Home » evidenza » Maddalusa, Alonge: «Sodano preoccupato, maggioranza divisa. E nessuna soluzione»

Maddalusa, Alonge: «Sodano preoccupato, maggioranza divisa. E nessuna soluzione»

Domenico Vecchio Di Domenico Vecchio
28 Agosto 2026
in evidenza, Politica
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Maddalusa, Alonge incalza Sodano: «L’acqua va data subito. La politica trovi una soluzione nella legalità»

Il capo dell’opposizione dopo il Consiglio comunale aperto: «A quasi tre mesi dall’emergenza manca ancora un quadro chiaro sugli immobili». E sulla maggioranza: «La mozione era stata firmata anche da ControCorrente e Pd, forse c’è una spaccatura ma per ora tengono la linea del sindaco»

AGRIGENTO – «Per ogni problema esiste una soluzione. Deve essere dentro i parametri normativi e nel rispetto della legalità, ma la responsabilità della politica e di chi governa è proprio quella di trovarla».

All’indomani della seduta infuocata del Consiglio comunale aperto sulla crisi idrica di Maddalusa, Dino Alonge, capo dell’opposizione a Palazzo dei Giganti, traccia il suo bilancio del confronto in Aula Sollano e torna a incalzare il sindaco Michele Sodano.

Secondo Alonge, il primo cittadino sarebbe rimasto fermo sulla posizione espressa finora, senza individuare una strada alternativa capace di garantire l’acqua agli abitanti della contrada e, contemporaneamente, rispettare il quadro normativo.

«Il sindaco ritiene che non ci siano altre strade – afferma Alonge – ma noi gliene abbiamo suggerite. Potrebbe innanzitutto riunirsi con i suoi assessori e con quelle competenze che aveva indicato in campagna elettorale per cercare una soluzione alternativa».

Poi indica una possibile strada anche sul piano giudiziario.

«Il Comune potrebbe chiedere formalmente ad Aica di erogare l’acqua a Maddalusa. Nel momento in cui Aica dovesse rigettare la richiesta, si potrebbe valutare l’impugnazione del provvedimento davanti al Tar oppure, se la giurisdizione fosse quella ordinaria, rivolgersi al giudice competente per ottenere un provvedimento. Le strade vanno studiate e percorse».

«Dopo quasi tre mesi manca ancora un quadro chiaro»

Il consigliere di opposizione pone quindi una questione che considera preliminare rispetto a qualsiasi decisione: conoscere con precisione la situazione urbanistica della contrada.

«A quasi tre mesi dall’inizio dell’emergenza – sostiene – non abbiamo ancora un report completo sugli edifici abusivi di Maddalusa, sulle eventuali sentenze di condanna e sulla situazione dei singoli immobili. Tutto continua a essere poco chiaro e il tempo passa».

Alonge non condivide neppure l’ipotesi di affrontare il problema attraverso il trasferimento delle famiglie in altri alloggi. Soluzione proposta da Legambiente.

«Non possiamo pensare semplicemente di spostare le persone nelle case popolari. Parliamo di situazioni che in molti casi si sono consolidate nell’arco di decenni. Se ci sono immobili che devono essere abbattuti, vanno abbattuti. Se invece bisogna discutere e rivalutare la perimetrazione del Parco, si apra quel confronto. Ma nel frattempo bisogna trovare il modo di garantire l’acqua».

Il riferimento è anche al dibattito aperto sulla zona A del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi.

«Sono passati cinquant’anni – aggiunge Alonge – e bisogna interrogarsi anche sulla situazione attuale del territorio. In zona A abbiamo persino una chiesa. Era un mondo diverso, molte situazioni risalgono a un periodo nel quale il territorio e gli strumenti urbanistici erano profondamente differenti da quelli di oggi. Questo non significa sanare ciò che non può essere sanato: significa affrontare ogni situazione secondo la legge e con gli strumenti disponibili».

Per Alonge, dunque, i due piani non devono essere confusi: «Se c’è da demolire, si demolisca. Se c’è da riperimetrare e rivalutare il perimetro del Parco, lo si faccia con i tempi tecnici necessari. Ma intanto queste persone hanno diritti civili e bisogna affrontare l’emergenza idrica».

«Da sindaco avrei valutato un’ordinanza»

Alonge indica anche ciò che avrebbe fatto se si fosse trovato al posto di Sodano.

«Avrei studiato approfonditamente la possibilità di un’ordinanza ai sensi dell’articolo 50 del Testo unico degli enti locali, facendomi prima supportare da un parere legale autorevole, magari di un docente di diritto amministrativo. Prima si approfondiscono tutti gli aspetti giuridici e poi si assume una decisione».

Sul giudizio relativo ai primi mesi dell’amministrazione Sodano, invece, sceglie l’ironia.

«Il buongiorno si vede dal mattino, ma da avvocato ti dico che mi avvalgo della facoltà di non rispondere».

«Sodano mi è sembrato preoccupato»

Più politico il giudizio sulla seduta di ieri.

Alonge rivolge innanzitutto «un plauso alle forze dell’ordine, che hanno consentito che in Aula Sollano si svolgesse un confronto equilibrato e democratico», e poi si concentra sugli equilibri della maggioranza.

«Il sindaco mi è sembrato preoccupato. C’è anche un dato politico che non va dimenticato: la mozione che avevamo presentato era stata firmata anche dai consiglieri di ControCorrente e del Partito democratico. Forse qualche spaccatura esiste, anche se al momento quelle forze continuano a tenere la linea del sindaco».

Quanto alla soluzione della vicenda, il capo dell’opposizione si mostra scettico sulla capacità dell’amministrazione di arrivarci autonomamente.

«Non credo che questa amministrazione riuscirà a fare qualcosa, ma fuori dall’amministrazione c’è gente che su questo problema non dorme e penso che prima o poi una soluzione concreta verrà portata sul tavolo».

Alonge chiude riconoscendo il comportamento degli abitanti della contrada: «Mi complimento con gli abitanti di Maddalusa per la dignità che hanno dimostrato. Dobbiamo trovare una soluzione che sia dentro i parametri normativi e nel rispetto della legalità. Ma la politica e chi governa hanno la responsabilità di trovare le soluzioni».

E alla domanda se si senta ormai pienamente capo dell’opposizione, risponde senza rivendicare investiture definitive.

«La leadership devo guadagnarmela. Sto dando il massimo, cerco di essere attento, di imparare e di raccogliere le istanze dei cittadini. Interpreto questo ruolo ascoltando e cercando di capire come possiamo aiutare le persone e migliorare questa città».

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