Luca Burgio e la sua chitarra: insieme tanta strada fatta. Ecco “Versi da bancone”

Diversi anni fa, raccolte le sue poche cose in uno zaino, e in compagnia della sua inseparabile chitarra, ha lasciato il paese, Porto Empedocle, iniziando il suo viaggio alla scoperta del mondo. “Non fu un addio triste e drammatico –  racconta oggi Luca Burgio, folk singer, artista e cantautore di 37 anni – ma una migrazione positiva, di quelle che caratterizzano i nostri tempi, spinta dalla voglia di conoscere e crescere più che dalla necessità; da quella voglia di trovare una dimensione sempre adeguata alle esigenze del momento

Da allora Luca Burgio ne ha fatta di strada in Europa, viaggiando dalla Spagna alla Germania, vivendo unicamente della sua musica. Oggi ha trovato un suo pubblico a Berlino, quella città capace di trasformare la notte in giorno, suonando nei locali alternativi, le sue ballate; Caffè berlinesi dove Burgio con la sua band “Maison Pigalle” propone soprattutto i suoi “Versi da bancone”.

“Versi da bancone – spiega il cantautore empedoclino – anticipa, in sonorità e concetti, il mio nuovo lavoro berlinese. Quello al bancone é un posto instabile e precario, dal consumo veloce, quasi di passaggio, e racconta la condizione di una generazione cresciuta nella precarietà, senza alcuna altra certezza che il presente. Una generazione ultra preparata, cosmopolita, viaggiatrice e poliglotta in corsa fra brevi periodi a tempo determinato, sparsi nel mondo, in città sempre nuove. Una fetta di umanità collocata sull’asse in cui si piega il tempo, testimone della fine di un’era e l’inizio di un’altra, gente di passaggio che ha  saputo trasformare le incertezze del proprio tempo in elementi a proprio vantaggio, facendo appello ad ogni acquisita competenza in nome di un’unica arte, quella dell’arrangiarsi, imparando in fine ad essere mutevoli e veloci come il tempo in cui vivono per poter a sua volta sopravvivere a questo. Questi – continua Burgio – sono i temi principali a cui si collega tutta la mia nuova poetica. Occorre capire che il concetto di “Lasciare la propria terra” assume oggi una connotazione positiva, di scoperta e conquista di nuove realtà, come amo dire: “Abbiamo lasciato le nostre radici per prenderci un paio d’ali”.  Poco per volta, serata dopo serata, Luca ha conquistato il pubblico non solo nei Caffè ma anche a teatro, dove presenta abitualmente le sue canzoni. Certe sere lo si può trovare al “Lyrik Cafè” nel quartiere di Prenzlauer Berg, a zona migliore da cui osservare l’evoluzione culturale dei giovani berlinesi e dove artisti e anticonformisti che impersonavano l’affascinante sottocultura del quartiere negli Anni ’80 e ’90, sono stati sostituiti dalle nuove generazioni che di notte affollano i locali della zona. Al Cafè Lyrik, la sera si può bere una birra e ascoltare Luca dal vivo. Come scrittore, Luca Burgio sta ultimando il suo primo romanzo “Il topo di città” un racconto che segue il giovane cantautore durante i suoi soggiorni temporanei in tre grandi città europee, Palermo, Madrid e Berlino. Nel corso di innumerevoli incontri, osservazioni e peripezie, si dispiegano tre livelli di riflessione: la vita metropolitana europea all’alba del 21esimo secolo, la soggettività della generazione Y, segnata innanzitutto dall’incessante esperienza di movimento, instabilità e cambiamento, e l’arte come spazio di soggettivazione individuale e collettiva, cassa di risonanza infallibile della rispettiva contemporaneità”.  Ed è inutile dire che in questi racconti de “Topo di città” si possa trovare un po’ tutta l‘anima di Luca Burgio al momento alle prese anche con il nuovo album ricco di collaborazioni  tra cui il trombettista Roberto Vicchio ed il pianista Florian Finis. “Sempre insieme alla Maison Pigalle, la mia ensemble totalmente acustica – continua il cantautore – stiamo lavorando ad un sound che lega la musica Gypsy con le sue nomadi atmosfere, al Dixieland jazz e prende il nome di Gypsy-Dixi-Folk. Questo stile unico, emerso dall’unione di diversi generi musicali, vede i suoi albori nei miei due album, “Vizi, peccati e Debolezze” (2016) e “Versi da Bancone” (2019) entrambi pubblicati sotto l’etichetta New Model Label. I testi, tutti in italiano, sono profondi e arricchiscono uno spettacolo artistico intenso, dai toni forti ed estremizzati, per una performance live emozionante e sempre nuova”. “Il percorso che mi ha portato fin qui, è stato un viaggio parecchio illuminante, di quelli che ti arricchiscono ad ogni fermata – dice. Ho avuto modo di farmi un’idea sul tempo in cui viviamo. Ho trovato la mia vena poetica vagando fra le città, sempre impegnato con tutte le forze, a tirar fuori il meglio. Il nuovo album sarà per la gente al bancone – conclude Luca Burgio –   coloro che vivono l’instabilità, fin da quando si sono affacciati al mondo, per i quali non esiste altra realtà che questa lunga traversata, fatta di arrivi e partenze, mentre nel mezzo scorre la vita”.