Legambiente: Si faccia subito chiarezza sulla strage di volatili alla foce del fiume Akragas. 

Chiediamo agli organi preposti di fare tutto quanto in loro potere affinché vengano appurate, nei tempi più rapidi, le cause della strage di uccelli acquatici verificatasi sulle sponde della foce del fiume Akragas.

 

AGRIGENTO. “Le dimensioni della vicenda sono tali da richiedere urgenti attività di indagine che vadano innanzitutto a sgombrare il campo dall’ipotesi di un’attività dolosamente posta in essere allo scopo di provocare la morte delle decine e decine di esemplari rinvenuti nell’intorno di questa foce che ormai da tempo, nonostante tracce evidenti di incuria e degrado, si era rivelata sito ideale per la stanzialità e la riproduzione di tante specie acquatiche di volatili. Non crediamo possibile che la crudeltà umana possa spingersi a tanto, stante la presenza non solo del tutto innocua ma addirittura qualificante di questi animali sul piano prettamente naturalistico”. Lo scrive Claudia Casa, responsabile di Legambiente, intervenuta sulla vicenda della strage di volatili alla foce del fiume Akragas. 

Ma proprio perché vogliamo scartare questa orrenda ipotesi riteniamo vadano raccolte le preoccupazioni di chi quei luoghi, peraltro così contigui all’abitato di San Leone, li vive quotidianamente ed ha diritto di essere informata e rassicurata in merito all’elemento che ha prodotto la moria dei volatili, e ciò al fine di prevenire ogni possibile rischio per la salute umana oltre che per provare a preservare gli esemplari dell’avifauna acquatica sopravvissuti.

Per parte nostra continuiamo a sostenere che la foce del fiume Akragas meriterebbe ben altra attenzione e cura e quindi una sorte ben diversa da quella che fino ad ora le è stata riservata sminuendone le evidenti potenzialità, sia per ciò che riguarda la salvaguardia della biodiversità che come sito in grado di svolgere pienamente una funzione ricreativa, educativa  e quindi sociale.