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Home » Cronaca » Le due donne massacrate in casa: chiesta conferma ergastolo

Le due donne massacrate in casa: chiesta conferma ergastolo

9 Aprile 2026
in Cronaca, dalla provincia
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Il sostituto procuratore generale di Palermo, Caterina Bartolozzi, ha chiesto la conferma della condanna all’ergastolo per Omar Edgar Nedelcov, il 26enne di nazionalità rumena, ritenuto l’autore del duplice omicidio di Maria Rus, 54 anni, e di Delia Zarnescu, 58 anni, ammazzate a Naro nella notte tra il 4 e il 5 gennaio del 2024. La sentenza di primo grado era stata emessa dai giudici della Corte di assise di Agrigento, presieduta dal giudice Wilma Angela Mazzara. La Corte, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Elettra Consoli, aveva disposto altresì l’isolamento diurno per tre anni dell’imputato condannandolo al pagamento di una provvisionale di 50 mila euro nei confronti della figlia di Maria Rus, 40 mila euro al marito e 30 mila euro ciascuno ai parenti di Delia.

Tutti si sono costituiti parte civile tramite gli avvocati Calogero Meli, Giovanni Salvaggio e Giorgia Parisi, quest’ultima rappresenta l’associazione “Insieme a Marianna”. I legali delle parti civili, hanno chiesto la conferma della condanna e il risarcimento dei familiari delle vittime. La corte di assise di Appello di Palermo ha rinviato l’udienza al 14 maggio per la discussione delle parti civili e della difesa, al termine della quale sarà emessa la sentenza. “Ha massacrato e fatto soffrire le due donne in maniera gratuita accanendosi con schiaffi, pugni, una lametta e altri oggetti contundenti. Le ha devastate e ha dato fuoco al cadavere di una delle due”. Così nella sua requisitoria il pm Consoli. Le due donne sono state uccise nelle loro abitazioni, distanti 150 metri l’una dall’altra, nel centro storico narese.

“Nessun dubbio sulla sua colpevolezza e sul fatto che debba essere condannato per averle uccise con l’aggravante della crudeltà”, ha aggiunto il magistrato. Una perizia, disposta dalla Corte di assise, ha escluso qualsiasi vizio di mente anche se il consulente della difesa sostiene che sia affetto da un disturbo “borderline” e la sua capacità fosse “gravemente scemata”. Versione che non ha convinto il pubblico ministero secondo cui la perizia disposta dai giudici “smentisce la circostanza in maniera inequivocabile”.

Secondo l’accusa il 26enne si sarebbe introdotto in casa di Maria Rus in vicolo Avenia e l’avrebbe colpita più volte, con estrema violenza, con pugni o oggetti contundenti sul viso e sul corpo. Il giovane si sarebbe poi accanito sul cadavere della vittima appiccando il fuoco. Da vicolo Avenia si sarebbe poi spostato in via Vinci, dove si sarebbe introdotto nell’abitazione di Delia Zarnescu forzando il portone. L’avrebbe poi colpita con violenza al viso, al torace e nel resto del corpo, con diversi oggetti presenti in casa, fino ad ucciderla. Alla donna sarebbero state inflitte con una lama diverse ferite alle gambe con il solo scopo di provocarne la sofferenza.

Nedelcov è stato fermato e arrestato nelle ore successive al duplice delitto dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Agrigento e dai militari della Stazione di Naro. Le immagini delle telecamere di sicurezza hanno immortalato il 26enne sui luoghi dei due omicidi. “Ha provato a confezionarsi un falso alibi chiamando il 112 e fingendo di avere soccorso Maria Rus dopo l’incendio della sua casa – ha spiegato il pubblico ministero Elettra Consoli -. Ha poi mandato dei messaggi alla fidanzata in cui le chiedeva di confermare che la sera prima erano assieme in un locale. La stessa madre  ha consegnato i vestiti del ragazzo ancora sporchi di sangue”.

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Tags: casadonneergastolo
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